© EPA Schmid, il peso della leggerezza
Romano Schmid è il giocatore che meglio interpreta l’identità dell’Austria di Ralf Rangnick, pronto a declinare la proposta del Milan e a rinnovare il contratto da ct. Non è il più veloce, non è il più fisico e non domina per presenza atletica. Il suo peso nasce dalla capacità di dare ritmo alla manovra, collegare i reparti e creare superiorità tecnica tra le linee. A 26 anni, il trequartista del Werder Brema, 4 gol e 8 assist nello scorso campionato, è diventato uno dei riferimenti offensivi della nazionale. Contro la Giordania ha sbloccato il risultato al 20’, firmando il primo gol dell’Austria in un Mondiale dopo 28 anni di assenza dalla fase finale. Una rete che ha indirizzato il successo per 3-1 e confermato il suo ruolo nel sistema di Rangnick. Meno incisivo nella successiva sconfitta per 2-0 contro l’Argentina, Schmid resta il giocatore da cui passa parte della produzione. Il 3-3 con l’Algeria, a Kansas City, ha messo poi in banca la qualificazione ai sedicesimi di finale.
La maturazione
Nato a Graz il 27 gennaio 2000, un metro e 68, Schmid è cresciuto nello Sturm Graz prima del trasferimento al Werder Brema, dove ha completato il percorso di maturazione. È un trequartista in grado di occupare anche il ruolo di mezzala o di esterno. Le sue caratteristiche emergono soprattutto tra le linee. Riceve spesso il pallone alle spalle della porta, orienta il primo controllo per eliminare la pressione e gioca con pochi tocchi. Offre continue variazioni. La qualità dell’ultimo passaggio e la capacità di muoversi negli spazi stretti gli permettono di creare occasioni. Nel calcio verticale di Rangnick, fatto di recupero immediato del pallone e transizioni, Schmid aggiunge una componente diversa: rallenta quando serve, dà ordine al possesso e sceglie la soluzione più efficace negli ultimi trenta metri. Il Mondiale rappresenta anche una vetrina importante. A gennaio il Leeds aveva manifestato interesse, ma il Werder ha deciso di trattenerlo.
