© Getty Images

Amo-Ameyaw e il laboratorio dello Strasburgo

Ala destra, 20 anni, inglese, due gol in Ligue 1: ha origini ghanesi, è nato a Londra e cerca in Francia il salto dopo un esordio da record con il Southampton

Stefano Chioffi
Stefano Chioffi

5 min

Pubblicato il 26.09.2026, 17:39

A Strasburgo c’è un concetto che il presidente Marc Keller ripete spesso: «Non siamo la succursale del Chelsea». Il suo club continua a vivere dentro una delle proprietà più discusse del calcio europeo, quella di BlueCo, la stessa che controlla il Chelsea. I fatti, però, raccontano un laboratorio costruito attorno alla gioventù: giocatori under 23, valorizzazione, cessioni importanti e una squadra che nella scorsa stagione è arrivata fino alla semifinale di Conference League con un’età media dell’undici titolare di poco superiore ai 22 anni. All’inizio del 2026 è cambiato anche l’allenatore: Liam Rosenior è volato proprio a Londra, sulla panchina del Chelsea, dove però l’avventura si è conclusa nello spazio di pochi mesi. Al suo posto in Alsazia è arrivato Hugo Oliveira. E in questo nuovo capitolo c’è un inglese che si sposa in modo perfetto con il progetto dello Strasburgo: Sam Amo-Ameyaw. Vent’anni, ala classica, un metro 74, mancino, nato a Hackney, cresciuto nel Tottenham e lanciato dal Southampton. A sedici anni aveva già esordito in Premier. Oggi, in Francia, cerca qualcosa di più difficile: la continuità. Il segnale più recente è arrivato a Troyes. Amo-Ameyaw è entrato al 63’, con lo Strasburgo avanti 3-1. All’85’ ha segnato, tre minuti dopo ha raddoppiato, ventotto minuti in campo e il 6-2. Fino a quel momento era stato utilizzato soprattutto come risorsa dalla panchina. Una svolta per rivendicare più spazio e credibilità.

L’esordio in Premier

C’è una scena lontana che risale a maggio del 2023, quando aveva sedici anni e 314 giorni ed entrava in Southampton-Liverpool 4-4 diventando il più giovane esordiente nella storia del club in Premier. Proprio quel record, però, racconta anche l’equivoco che lo ha accompagnato: arrivare presto non significa arrivare davvero. Il calcio inglese lo aveva individuato quando era ancora un adolescente, ma il talento doveva imparare a stare dentro le partite. Dopo il Tottenham, a sedici anni ha scelto il Southampton, dove il percorso verso la prima squadra sembrava più accessibile. Con i Saints è diventato uno dei protagonisti della squadra Under 21 campione di Premier League 2. Poi arrivano la prima squadra, il record e la sfida con il Liverpool. Una fotografia perfetta, ma anche ingombrante: da quel momento il suo nome resta legato al sedicenne capace di affacciarsi alla Premier prima ancora di avere il tempo di capire cosa significasse davvero. La carriera prende invece una strada più lenta. Arrivano il primo contratto professionistico, il primo gol contro il Cardiff in Coppa di Lega e, nel febbraio del 2025, il trasferimento allo Strasburgo, inizialmente in prestito dal Southampton. Il club lo osserva, gli concede minuti e lo inserisce progressivamente nel calcio francese.

Gli esami in Alsazia

Nell’estate successiva lo Strasburgo lo acquista a titolo definitivo. Amo-Ameyaw arriva in Alsazia come un giocatore da sviluppare. È il tipo di profilo attorno al quale lo Strasburgo ha costruito parte della propria identità recente. La sua prima stagione si chiude con 23 presenze e due gol in Ligue 1: numeri che non raccontano un’esplosione. Cambio di direzione, scatto, la capacità di ricevere e puntare il difensore. Mancino schierato soprattutto sulla fascia opposta. Da qui il paragone con Arjen Robben, per quel movimento — destra, dentro, sinistro — che gli viene naturale. Il dribbling è la sua perla. Al Southampton avevano iniziato a utilizzarlo anche da numero 10.

Gli schemi di Oliveira

Nello Strasburgo cerca il salto. Oliveira ha una rosa profondamente rinnovata, con una concorrenza forte. Amo-Ameyaw ha capito che ogni opportunità vale un tesoro. Due gol nelle prime cinque partite di Ligue 1. Nato a Londra, origini ghanesi, ha ricevuto diverse convocazioni nelle nazionali baby dell’Inghilterra. A sedici anni era il ragazzo del record, a diciotto quello mandato in Francia per fare esperienza, a vent’anni è un giocatore chiamato a convincere Oliveira.