
Auto: costi di gestione troppo alti
Ci sono dei numeri che fanno rifl ettere sullo stato del mercato automobilistico. In Europa prima del Covid si vendevano circa sedici milioni di vetture nuove, in Italia intorno ai due milioni. In questi anni l’Europa supera di un po’ i tredici milioni e l’Italia sta intorno al milione e mezzo. Un calo strutturale e ripetuto negli anni che penalizza non poco il livello medio di emissioni di CO2 perché il rinnovo del parco è troppo lento. Si parla molto del valore salvifi co delle vetture elettriche per migliorare la qualità dell’aria ma si dimentica di dire che il consumatore italiano ed europeo si confronta con costi di acquisto e gestione di un’auto che erano già alti lo scorso decennio e sono aumentati molto dopo il Covid. In Italia il potere d’acquisto del cittadino medio è diminuito e i costi di gestione e di acquisto di un’auto sono aumentati molto. Si lanciano continuamente nuovi modelli in quantità. Un tale dinamismo non si era mai visto, ma poi in pratica le vetture e i modelli più venduti rimangono gli stessi con qualche nuovo ingresso che deve fare i conti con le capacità economiche dei consumatori, appunto limitate e in decrescita.
Si calcola che gestire un’auto costa più o meno come l’affitto di un trilocale in città. Ci sono differenze, ovviamente tra le varie regioni, ma il tema centrale è che si calcola che i costi di gestione sono troppo elevati rispetto al salario medio. Partendo dalla rata per il fi nanziamento e arrivando al costo del carburante, passando per assicurazione, manutenzione, parcheggio e così via si spende troppo per soddisfare le esigenze di mobilità di un cittadino medio. I costruttori dopo il Covid per recuperare margini hanno aumentato molto i prezzi a scapito dei volumi di vendita. È stato un fuoco di paglia, hanno realizzato profi tti record per un paio di anni per tornare poi a confrontarsi con il problema dei volumi diminuiti e dei margini insuffi cienti. La misura del Governo di abolire per il 2027 la tassa di circolazione per le vetture più piccole è un passo nella direzione giusta ma insuffi ciente per proteggere il consumatore dai costi eccessivi e indurlo a riprendere il discorso dell’acquisto di una nuova vettura con vigore e rinnovare un parco enorme di oltre quaranta milioni di vetture e un quarto circa con una anzianità superiore ai venti anni. Le risorse economiche dello Stato sono limitate ma il settore dell’auto, economicamente rilevante, richiede fi nalmente una strategia coordinata
Unisciti alla Community
Accedi o registrati per dire la tua sugli argomenti che più ti interessano e vivere tutti i servizi di Corriere dello Sport–STADIO". Completa il tuo profilo per essere sempre aggiornato su notizie, eventi, offerte e tutto ciò che fa vibrare il mondo dello sport.
ACCEDI
oppure
o entra con DISQUS
