
Wakeboard, Italia al vertice mondiale
ROMA - I migliori interpreti al mondo del wakeboard, uno degli sport acquatici più “cool”, di tendenza negli ultimi anni, si sono dati appuntamento sulle limpide acque del lago del Salto in provincia di Rieti per la conquista dei titoli iridati nelle diverse categorie. Infatti il più grande bacino artificiale del Lazio è stato l’ideale cornice naturale per le acrobazie e i salti mortali di questi funamboli della tavola da wakeboard. Gli atleti azzurri, guidati dal direttore tecnico Pierluigi Mazzia, hanno dimostrato a suon di medaglie e titoli mondiali di essere ormai ai vertici di questa disciplina sportiva. Il wakeboard è sotto l’egida della FISSW, Federazione nazionale del CONI con a capo il presidente Claudio Ponzani e l’a.d. di FISSW Servizi Luciano Serafica. Entrambi si sono battuti con successo a livello internazionale per portare per la seconda volta i Campionati del Mondo al lago del Salto dopo l’edizione ospitata nel 2022. Le istituzioni locali e il CONI Lazio hanno voluto fornire il massimo di sostegno agli organizzatori: sulla spiaggia di Borgo San Pietro, base logistica della kermesse sportiva, è stato creato un vero e proprio villaggio di accoglienza, per promuovere altri sport con degli stand ad hoc e le numerose “specialità” culinarie regionali. Tra uno spiedino e una birra artigianale, le delegazioni straniere hanno apprezzato l’ospitalità italica. Tornando ai risultati sportivi su un altro tipo di “tavola”, quella di wakeboard appunto, abbiamo chiesto al direttore sportivo azzurro Pierluigi Mazzia di tracciare un bilancio della spedizione azzurra. «Non lo dico io, ma parlano i numeri - esordisce il d.t. della squadra italiana - abbiamo vinto in acqua e fuori. Ho parlato con i colleghi delle altre rappresentative nazionali e tutti sono rimasti entusiasti dell’organizzazione impeccabile e del paesaggio circostante». E’ aumentato il numero degli atleti partecipanti (32 le squadre nazionali in gara), provenienti da Paesi anche senza una grande tradizione. Ad esempio dal Brasile, da Cuba e dal Cile. «Dal canto nostro - prosegue Mazzia - l’Italia è scesa in acqua con un gruppo forte e affiatato: abbiamo trionfato con Veronica Riva e Matteo Molinari tra gli Junior, oltre a Noa Gualtieri; conquistato l’argento nella categoria Open con Federico Dal Lago che a mio parere aveva fatto una prova migliore rispetto all’australiano Sam Brown, medaglia d’oro. Infine il bronzo della giovane romana Lisa Di Corato. Tutti i nostri ragazzi e ragazze si sono battuti comunque alla pari». Il d.t. azzurro Mazzia, 57 anni, fiorentino, guida il settore del wakeboard dal lontano 2010. In questi 16 anni ha potuto così osservare da vicino la crescita e lo sviluppo di questo sport. «Come ovvio il livello delle prestazioni a livello internazionale è salito enormemente anche grazie ai nuovi materiali» E qui da noi come siamo messi? «In Italia possiamo contare attualmente su circa 2.000 atleti agonisti, oltre ai tanti appassionati e amatori. Ricordo solo che agli ultimi campionati italiani svoltisi al Wake Paradise di Dello, in provincia di Brescia, si sono presentati un’ottantina di atleti nella categoria top, gli Assoluti, a dimostrazione che abbiamo un bacino dove attingere elementi di valore, oltre a poter contare su uno dei migliori vivai al mondo». A quanto sembra, i giovani di oggi preferiscono frequentare più gli “stadi d’acqua” naturali piuttosto che quelli calcistici in erba.
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