Bea Gonzalez si racconta: "Con Josemaria l’intesa è speciale"
Nata a Malaga il 23 novembre 2001, Bea González è una delle giocatrici più forti del circuito e attualmente al numero 3 del ranking, con alla spalle una medaglia d’oro ai campionati del mondo con la nazionale spagnola. La malagueña gioca insieme alla bravissima Paula Josemaria, con cui è nato un ottimo sodalizio ma anche una bella alchimia di coppia, che permette a entrambe di alternarsi nel ruolo di finalizzatrice. Bea ha sempre messo al primo posto il divertimento e l'intensità. A chi le chiede consigli per migliorare, la prima cosa che raccomanda è quella di divertirsi in campo, guardare molte partite, ma soprattutto allenarsi con grande costanza. Gioca dall’età di 6 anni e, se non avesse intrapreso questa carriera, avrebbe comunque voluto fare l'atleta professionista o la preparatrice atletica.
Si ritiene soddisfatta fino a questo momento?
«Sono piuttosto contenta di come sta andando la stagione, soprattutto nel rapporto con Paula e nel modo di competere. L'obiettivo principale è mantenere il mio miglior livello sia fisico che di gioco il più a lungo possibile. Alla fine è sempre la cosa più complicata».
Cosa ne pensa dello Star Point, introdotto quest'anno?
«Lo trovo interessante, perché aggiunge un tocco di novità e può rendere le partite più emozionanti per il pubblico».
Pensa che il padel stia finalmente esplodendo anche nel mondo anglosassone?
«Credo che il padel stia crescendo moltissimo al di fuori dell'America Latina e della Spagna e questo è fantastico. L'esempio delle nuove tappe di Londra o Pretoria dimostra che c'è sempre più interesse a livello globale».
C'è una città in cui sogna di giocare?
«Mi piacerebbe tantissimo giocare in posti iconici come New York e Tokyo, speriamo vengano inseriti prossimamente nel calendario».
Crede che i punti nelle varie tipologie dei tornei dei circuiti Premier e Cupra Fip Tour siano equamente distribuiti?
«È una questione complessa cercare di accontentare tutti su questo argomento. Credo che ci saranno sempre aspetti da aggiustare, ma in generale il sistema è ben concepito. Se dovessi dire la mia, assegnerei più punti nei tornei P2 o escluderei alcune coppie di alto livello».
Quest'anno 25 tappe in Premier e più di 230 tornei nel Cupra Fip Tour. Non crede sia troppo faticoso?
«In effetti può sembrare una follia e allo stesso modo fantastico che il padel continui la sua ascesa a questi ritmi. Però sinceramente sia fisicamente che mentalmente è super impegnativo. Ci sono settimane in cui non hai quasi tempo nemmeno per fermarti. Credo a questo punto che trovare un giusto equilibrio diventi fondamentale».
Quali rivelazioni vede per il 2026?
«Senza dubbio Giulia Dal Pozzo, mentre tra gli uomini Aimar Goñi».
Quali sono le qualità della sua racchetta?
«Gioco con la Pearl 2026 di Bullpadel. È una racchetta che si adatta molto al mio stile di gioco aggressivo. È equilibrata e mi permette di giocare con sicurezza in qualsiasi situazione senza perdere il controllo e la manegevolezza».