
Giochi del Mediterraneo, Montiel e Abbate d’argento
Se la sono giocata eccome, Alvaro Montiel e Flavio Abbate, la coppia numero uno azzurra, contro l’ennesima montagna da scalare spagnola. Stavolta, nelle sembianze e nella classe di David Gala, vent’anni e numero 34 del mondo, e nella solidità e la raffinatezza tattica di José Antonio Diestro, numero 45 del mondo di grande esperienza. E se la sono giocata, la finale del padel maschile dei Giochi del Mediterraneo – davanti a un attentissimo presidente della Federazione Internazionale Padel, Luigi Carraro - perdendola per un soffio (7-6 6-4), concedendo agli spagnoli numero due del tabellone quel break fatale, sul 4-4 nel secondo set, che ha trasformato il match in una sentenza d’oro in favore dei ragazzi di Juanjo Gutierrez.
E pensare che nel primo set avevano rifilato il controbreak in avvio dopo aver subito il break, per poi annullare anche due set point nel tie break del primo set. Se da una parte c’è l’amarezza di aver allungato la racchetta fino a poterla toccare, la medaglia d’oro, dall’altra c’è la consapevolezza che gli italiani continuano a stringere la forbice, pian piano, che in Europa li divide dagli alieni di questo sport, gli spagnoli. Non tutti, chiaro, ma se con due top 50 te la giochi fino in fondo il segnale resta, è robusto e aumenta le certezze della ct azzurra Marcela Ferrari: “Flavio e Alvaro hanno le qualità per poter giocare certe partite e questa finale e lo hanno dimostrato giocando un grande match punto a punto contro due giocatori fortissimi. Hanno centrato la finale e una medaglia d’argento che riflette bene quanto di buono abbiano fatto in questi Giochi del Mediterraneo”.
Il pubblico in delirio, le ‘chiamate’ di Flavio al ruggito della folla, il break subito e subito riaffibbiato agli spagnoli nel primo set incorniciano una reazione di chi sapeva di poter provare a vincere la medaglia più preziosa. Non è arrivata, ma l’impresa resta negli occhi e nel cuore degli azzurri, tutti in panchina a fare il tifo e della gente che ha riempito le tribune del Centrale. Alla fine, Flavio Abbate dirà: “Abbiamo dato tutto, la partita ci è scappata via per piccoli dettagli. Avrei voluto conquistare l'oro con Alvaro con cui ho un rapporto speciale, ma questo è lo sport, bisogna accettare questi momenti e ripartire subito”. Alvarito Montiel accanto a lui, ripercorre alcuni momenti cruciali del match e riflette: “Forse potevamo giocare meglio il tie break ma non c’è dubbio sul fatto che abbiamo giocato una partita di altissimo livello. Abbiamo lottato per questa maglia, per le persone che erano qui e che ci hanno seguiti da casa. Siamo contenti dell'argento e sono felicissimo di averlo preso con Flavio che è compagno in campo e uno dei miei migliori amici. La dedichiamo alle nostre famiglie e a chi ci ha seguito con affetto e passione”, è la chiusura di Montiel, prima di affondare nelle braccia e nell’affetto di un’Italia bella, unita e con un numero di medaglie nel padel - quattro, due argenti e due bronzi - che nessuno può vantare ai Giochi del Mediterraneo.
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