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Larissa Iapichino: "Ho affermato la mia identità"

La figlia di Fiona May è diventata grande col record italiano e titolo europeo: "Sono maturata: devo tanto a mamma e papà"
Alberto Dolfin
Alberto Dolfin

8 min

Pubblicato il 19.08.2026, 10:26

Una legacy familiare che continua a scrivere la storia del salto in lungo. A Birmingham, però, Larissa Iapichino si è scrollata una volta per tutte il titolo di figlia d’arte e ha spiccato il volo verso un oro continentale tutto suo, un traguardo che mamma Fiona May aveva soltanto sfiorato nel 1998 a Budapest, quando conquistò la medaglia d’argento. L’abbraccio con papà Gianni che l’ha guidata da bordo pedana è stato più forte che mai, perché entrambi sanno che questa vittoria è un punto di partenza per decollare verso traguardi ancora più grandiosi.

Rientrando a casa, ha realizzato quanto accaduto? 
«Ci ho ripensato molto ed è giusto godersi emozioni così, ma la stagione non è ancora finita. Mi lascerò un po’ più andare a fine stagione, dopo la gara dell’11 settembre a Budapest». 
 
Si è accorta di aver fatto qualcosa di incredibile? 
«Sì, anche perché ho i social invasi di commenti. Pure io che sono una “scrollatrice” abbastanza incallita sto facendo fatica. È stata una spedizione magica e sono contenta di aver contribuito con il mio oro storico». 
 
Il messaggio che l’ha lasciata di stucco? 
«Quello di Sinner. Mi ha fatto molto piacere ricevere i suoi complimenti perché è uno sportivo grandioso (entrambi sono seguiti dal professor Fabrizio Angelini, ndr). Poi mi ha scritto Chiara Pellacani e ho sentito Sara Curtis. È stato bello ricevere tanti attestati di stima dal mondo dello sport e non, dai tifosi e da chi si è appassionato anche last minute. C’è stato tanto calore per questa mini-Olimpiade tra Europei nostri, di nuoto, di ginnastica artistica e i Mondiali di ritmica». 
 
Tutto questo in un’estate senza Italia ai Mondiali di calcio: che ne pensa dei commenti della sua amica Sara Curtis? 
«Penso che ci sia posto per tutti. In Italia dovremmo coltivare la cultura sportiva, come quella che ho appena respirato in maniera eclatante a Birmingham, con un pubblico rispettoso e mai becero o superficiale. Per quanto riguarda il calcio, io ho vissuto un fallimento a un Mondiale, mancando la qualifica alla finale di Tokyo lo scorso anno, per cui capisco il dolore che possono provare a essere rimasti fuori dalla rassegna. Non serve accanirsi e sono certa che si rifaranno, magari anche a breve, visto l’Europeo tra due anni». 
 
Tra l’altro, anche l’Inter le ha fatto i complimenti… 
«Sì e a settembre spero di tornare a San Siro grazie al nostro sponsor comune, visto che dopo la visita ad Appiano loro hanno vinto anche la Coppa Italia dopo lo scudetto e io ho fatto la doppietta record italiano e titolo europeo. Mi appassiona vedere belle partite e, vista la mia provenienza, sono legata anche alla Fiorentina, ma non sono tifosa di un club o di un altro. Sono sostenitrice sfegatata della Nazionale, quello sì, perché amo la maglia azzurra in generale». 
 
Tornando a lei, quanto vale questo titolo? 
«L’abbiamo cercato e ha un valore immenso perché arriva nella stagione della rivalsa. Le campionesse europee sono nomi che hanno fatto la storia di questo sport, come Drechsler, Spanovic o Mihambo: siamo un continente di saltatrici e il livello era quasi quello di un Mondiale. Ci sono stati tanti sassolini che mi sono tolta dalle scarpe e sono veramente contenta della Larissa che sto vedendo ultimamente». 
 
Si sente cambiata? 
«Sono convinta che sia il record italiano di luglio che questo oro siano le conseguenze della maturazione che è avvenuta in questi mesi. Dallo scorso autunno ho preso un po’ le briglie del tutto, perché ho realizzato che volevo conoscere a fondo me stessa, lontano dall’atletica, che è solo una conseguenza di quella che sono io come persona. Dovevo toccare anche un po’ di fatti scomodi che mi riguardano, ma per raggiungere una piena consapevolezza di ciò che sono e che voglio». 
 
Che cosa le ha detto papà durante la gara? 
«Il mio babbo ha continuato a spronarmi perché era convinto che avessi anche di più in canna dei 7 metri al primo salto. Il nostro rapporto allenatore-atleta è in continuo miglioramento».  
 
E dopo la gara cosa ha detto da allenatore e papà orgoglioso? 
«Lui è molto bravo a separare le due sfere e adesso si sta comportando più da allenatore. Mi ha detto: “Sono contento che finalmente tu ti sia presa questo titolo di autorevolezza”. È stato un momento molto affettuoso ed è un oro che abbiamo vinto insieme coi sacrifici quotidiani. Già la sera stessa però ha puntualizzato: “Ora archiviamo, i festeggiamenti possono aspettare. Restiamo lucidi e chiudiamo la stagione al meglio”». 
 
A proposito di eredità familiare, che effetto fa aver vinto l’oro che mancava a mamma Fiona? 
«In questa stagione ho affermato la mia identità rispetto ai paragoni con mia mamma, che è stata un’atleta fenomenale, capace di fare la storia del salto in lungo, dell’atletica e dello sport di questo Paese. È stato simbolico e romantico vincere questo oro a Birmingham, ma da qualche mese ho convertito questo continuo confronto che facevano gli altri in una bella opportunità. Tra me e mamma non c’è mai stata competizione e lei ha sempre voluto che io la superassi e spiccassi il mio volo. Il passaggio di testimone di madre in figlia, una legacy che si tramanda in maniera dolce, senza troppi patemi d’animo. Devo tantissimo a entrambi i miei genitori, non soltanto per lo sport, ma per come mi hanno cresciuto e per tutto quello che mi hanno trasmesso. Essere una famiglia dell’atletica è qualcosa di magico e ora io posso trarne tutto ciò di positivo che mi può dare». 
 
Ha sentito invece Mattia Furlani, fermato da un infortunio?
«Non abbiamo bisogno di paragrafi per capirci, gli ho scritto: “Ti mando un abbraccio”. Lui mi ha subito risposto, ma in quei momenti così dolorosi c’è poco da dire. Lui sa che per qualunque cosa sono a un messaggio o a una chiamata di distanza: non vedo l’ora di rivederlo in pedana a farci divertire». 

Un regalo o una vacanza per festeggiare l’oro? 
«(Ride, ndr) Ancora non ci ho pensato, vediamo come va il finale di stagione. La vacanza l’ho già fissata con un’amica, andremo a Ibiza tra divertimento e relax totale». 

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