© PIERGIORGIO PIRRONE / TEAM / GRA Peppino Di Capri è morto, la malattia e quel gesto d'amore per il Napoli
La musica italiana perde uno dei suoi simboli più amati. Peppino Di Capri, vero nome Giuseppe Faiella, è morto nella sua amata Capri all'età di 86 anni, pochi giorni prima di compierne 87. Il cantante e pianista si è spento dopo una lunga malattia, anche se al momento non è stata resa nota la patologia che lo aveva colpito negli ultimi anni. Interprete elegante e raffinato, è stato uno dei grandi protagonisti della musica italiana del Novecento, capace di attraversare oltre sessant'anni di carriera senza mai perdere il legame con il suo pubblico. Da "Champagne" a "Roberta", passando per "Let's Twist Again", "St. Tropez Twist" ed "E mo e mo", ha firmato alcuni dei brani più celebri della canzone italiana, conquistando anche due vittorie al Festival di Sanremo.
Come è morto Peppino Di Capri
Nato a Capri il 27 luglio 1939 in una famiglia di musicisti, Peppino Di Capri dimostrò un talento straordinario fin da bambino. Quel dono lo avrebbe accompagnato per tutta la vita, trasformandolo in uno degli artisti più longevi e apprezzati del panorama musicale italiano. Negli ultimi anni le sue condizioni di salute erano peggiorate e il cantante si era progressivamente allontanato dalla scena pubblica. Nonostante la notizia della lunga malattia, non è mai stata comunicata ufficialmente la patologia che lo aveva colpito. Una scelta di grande riservatezza, coerente con il carattere dell'artista, che aveva sempre preferito lasciare spazio alla musica piuttosto che alla propria vita privata. La sua scomparsa arriva dopo anni in cui il suo nome era stato più volte coinvolto in fake news sul web. In diverse occasioni, infatti, erano circolate false notizie sul suo presunto decesso e indiscrezioni mai confermate sulle sue condizioni di salute, tutte puntualmente smentite. L'ultima apparizione pubblica risale a circa un anno fa, durante una serata organizzata in suo onore. Accolto da una lunga standing ovation, chiese il microfono per cantare insieme ai Capri Rockers, la band guidata dal figlio Edoardo Faiella, regalando al pubblico una toccante interpretazione di "Champagne" e "Il sognatore". Un momento che oggi assume il sapore di un commiato.
Il grande amore per il Napoli e quell'inno diventato leggenda
Oltre alla musica, c'è stata un'altra passione che ha accompagnato tutta la vita di Peppino Di Capri: il Napoli. Un sentimento autentico, vissuto lontano dalle mode e sempre manifestato con orgoglio. Il gesto più significativo del suo amore per i colori azzurri arrivò nel 1983, quando compose "Na, Na, Napoli", un brano destinato a entrare nella storia del tifo partenopeo. Più che una semplice canzone, diventò un vero e proprio inno popolare. Pubblicato sul lato A di un 45 giri in audiocassetta insieme al brano "Gennarì", il pezzo conquistò immediatamente i tifosi grazie al celebre ritornello "Na na na Napoli", un coro che sembrava nato per essere cantato sugli spalti. In poco tempo lo stadio lo fece suo, trasformandolo nella colonna sonora delle domeniche azzurre. L'iniziativa fu realizzata dalla Comer Spa della famiglia Burattino in collaborazione con la società guidata da Corrado Ferlaino. L'idea si rivelò un successo clamoroso: le musicassette andarono esaurite in breve tempo e il mercato delle copie pirata esplose nelle bancarelle della città, segno evidente di quanto quel brano fosse già entrato nel cuore dei napoletani.
L'eredità di Peppino Di Capri tra musica e passione azzurra
Con la morte di Peppino Di Capri se ne va uno degli ultimi grandi interpreti della canzone italiana classica, capace di fondere la tradizione napoletana con il pop internazionale e le melodie da piano bar. Lascia i figli Igor, nato dal primo matrimonio, ed Edoardo e Daria, avuti con Giuliana Gagliardi, oltre a un patrimonio artistico che continuerà a vivere nelle sue canzoni.