Qualcuno è più uguale
Il declino? Proprio in una recente conferenza stampa aveva chiarito quanto sia rassegnato a scansarsi: «Tentano di uccidermi da anni, ma non c’è proprio possibilità. A parte col fucile, e anche con quello schiverei il proiettile...». Partendo da questa idea di base, si fa presto a intuire in quale razza di alveare abbia infilato le dita il ct portoghese. A 41 anni quasi 42, Ronaldo si trova davanti un allenatore che ne fa una questione di principio radicale, la famosa teoria per cui non ci sono intoccabili, fosse un’azienda lo stagista come l’amministratore delegato, uno vale uno, e prima ancora «la formazione la faccio io». A Ronaldo può essere comandato di alzarsi dalla panchina e riscaldarsi per mezz’ora, l’altra sera, in vista di un’entrata che poi non ci sarà: perché sia chiaro, oltre alla formazione, decido io anche se mi servi o no. È evidente: il ct cerca il braccio di ferro. Vuole dimostrare quant’è forte e chi comanda davvero, perché a me nessuno mette i piedi in testa, fosse pure il presidente della Repubblica.
Ronaldo non può essere trattato come uno stagista
In linea teorica non fa una piega. Se non sapessimo però che la vita è molto più elastica, flessibile, fluida, diciamo relativa al massimo livello, per cui nessun dogma e nessuna regola possono stare sempre in piedi. Purtroppo o per fortuna, nella vita e negli spogliatoi ci sono anche i Ronaldo, e pure i meno teatrali ma comunque ugualmente dominanti Messi (o io o lui con Ibra al Barcellona...), cioè gente che non ha nulla di normale, non è conforme agli standard, perché proprio sull’eccezionalità fonda il proprio essere e le proprie fortune. Parliamo dei più grandi campioni di intere epoche. E allora è chiaro: in qualunque prova di forza ci si voglia imbarcare, mai e poi mai i Ronaldo saranno uguali all’esordiente. Per quello che è, per quello che ha fatto, e persino per l’ego extralarge rintanato dentro, non può essere trattato come uno stagista. Non si tratta di privilegi, a un certo punto diventa banale rispetto: anche nel momento del declino, soprattutto nel momento del declino, un altro modo gli va concesso.
Ronaldo non deve giocare per forza, ma il ct...
Questo significa che Ronaldo debba giocare sempre, titolare, anche a 92 anni? Non è questo che deve subire in silenzio un ct. Ma qualcosa dice che un ct come Ancelotti, tanto per fare nomi, questa isteria plateale l’avrebbe evitata, muovendosi più da padre o da fratello, persino con un figlio o un fratello dalla sclerata facile come Ronaldo. Perchè un ct saggio, giusto, umano, sa bene che i giocatori sono tutti uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri.
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