Ronaldo, Totti, Baggio: rispetto per i fuoriclasse declinanti
Solo i mediocri criticano il gesto di Cristiano Ronaldo trascurandone il valore assoluto, l’importanza per il Paese, l'incidenza sulla storia del calcio. Nei confronti del fuoriclasse declinante non c'è mai il garbo necessario. È vero che il fuoriclasse quarantenne non si vorrebbe mai togliere dalle palle, ma lo è altrettanto che il crepuscolo di una carriera strepitosa si può e si deve accompagnare evitando rotture traumatiche: è come se gli volessero far pagare l'età e quello che ha fatto prima. Questo collima con la padronalità del fuoriclasse rispetto alla propria aura, il fuoriclasse è viziato dal consenso e dai successi. I padroncini in panchina che si mostrano forti solo nel momento del declino a me non sono mai piaciuti. Un conto è dire ragazzo mio, non ce la fai più per 90 minuti e allora ti costruisco intorno un progetto che ti renda in qualche modo eterno, altro è esiliarti, oltretutto tradendo la parola data. In momenti come questo c’è bisogno di allenatori intelligenti e sensibili.
In fondo cosa vuole il vecchio fuoriclasse? Che lo si rispetti, non lo si dimentichi, lo si introduca alla seconda vita. L’uno vale uno è una cazzata. Ronaldo non è come gli altri, Totti non era come gli altri, Baggio non era come gli altri. "Ti uccido" è ciò che dicono e fanno i complessati rancorosi. A Maradona e Messi nessuno ha mai imposto nulla. Anzi.
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