Caro calcio, calpestato e deriso

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Alberto Polverosi
Alberto Polverosi

3 min

Pubblicato il 08.10.2026, 08:28

Mio caro calcio, non ti sopporto più. Qui sotto leggerai la firma di Alberto Polverosi ma è uno pseudonimo, il mio vero nome è "tifoso di calcio", sì, tuo tifoso. E non ti sopporto più. Sei finito in mano a gente che non ti conosce, che non ti ama, ti sei fatto trastullare da chi non ha la minima idea di quanto hai dato alla storia di questo Paese, di cosa rappresenti per gente come me. Hai lasciato che sul tuo prato verde nascesse malerba, ti sei fatto conquistare, gestire, abbindolare da chi ha un solo interesse, sedersi comodo su una poltrona. Mica da ora, sia chiaro, sono anni, decenni che ti saltano addosso e tu lì, bello tranquillo, che li lasci fare. Ma come fai a non ribellarti, ad alzare la voce quando sei vittima di una storia come questa del commissario? Non ti senti ridicolo come tutti i protagonisti di una vicenda che qualcuno ha definito penosa, quando invece ha tutto il carattere di una tragedia? La tua tragedia. Non ti senti usato, calpestato, deriso da quella gente?

Come dici? Che la colpa è mia e dei miei colleghi tuoi tifosi? Che tocca a noi reagire, arrabbiarsi e mandarli tutti al pascolo? Forse hai ragione, potremmo riunirci in una cosa che oggi chiamano "class action" anche se a me piace di più la definizione "procedimento collettivo". Ma tu la verità la conosci, lo sai che non ce la faremo mai e lo sanno anche loro, lo sanno così bene che si approfittano del nostro tifo e della nostra passione. Sanno che San Siro e l'Olimpico sono sempre pieni e che quando sullo schermo appare il verde del campo, come un flash mob (una folla lampo) ci blocchiamo davanti alla tv.

Però, caro mio calcio, sai cosa ho fatto domenica scorsa? Sono andato al "Castellani" per vedere Montelupo-San Marco Avenza, campionato di Promozione (per la cronaca 1-0 per i padroni di casa) e mi sono divertito davvero. Che dici ancora? Che ci sono andato perché non c'era la Serie A e nemmeno la Serie B? Hai ragione anche su questo. La verità è che non ti sopporto più ma non ti abbandonerò mai. E loro lo sanno...

Tuo,
Alberto Polverosi

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