Italia, c’è in ballo la credibilità
Abbiamo sei partite e poco meno di due settimane per restituire al calcio italiano un nuovo principio di credibilità. Sei partite che hanno un valore perfino superiore ai tre punti perché devono rappresentare un altro inizio, l’ultimo se possibile, visto che ricominciare ogni volta da capo è triste e faticoso. Due nazionali, quella di Mancini e quella di Baldini, con due obiettivi diversi e al tempo stesso identici. La Nazionale riparte dal terzo disastro di fila e la Nations League le offre la possibilità di rimettersi in linea di galleggiamento; la Under 21 può invece puntare alle finali europee dove conquistare poi un posto alle Olimpiadi. Se gli azzurri non si qualificano a un Mondiale da Brasile 2014, gli azzurrini non arrivano alle Olimpiadi da Pechino 2008. Non siamo credibili e dobbiamo tornare ad esserlo. Ne abbiamo bisogno davvero, ora più di prima. Questa deve essere la ripartenza, anche se la politica non sembra molto sensibile e nel momento decisivo per il calcio italiano sta di nuovo affilando le lame intorno a una poltrona che interessa e produce consensi.
L'Italia del calcio si affida a Mancini e Baldini: la missione è vincere e costruire
Le due nazionali sono state affidate a due personaggi che fuori dal campo hanno visioni opposte, ma che dentro il campo hanno dimostrato di saperci stare e bene. Baldini viene dai marciapiedi massesi, è arrivato dal niente, Mancini aveva già tutto prima di sedersi in panchina. È stato baciato dalla Natura da calciatore e da allenatore. Sono diversi, ma sulle convocazioni, le prime insieme, non ci sono stati problemi, né tanto meno malintesi. E questo è già un buon punto di partenza per ricominciare.
Quattro partite per la Nazionale, la prima domani a Roma col Belgio, lunedì in Turchia, venerdì in Francia e martedì a Bologna con la Turchia. Si aspettano le scelte del ct che a Coverciano ha messo insieme generazioni diverse. Vuole vincere e costruire. Se possiamo permetterci, in questo momento la costruzione della Nazionale del futuro la lasceremmo da parte anche perché solo la vittoria può restituirci davvero un po’ di futuro. Non possiamo farne a meno. Ogni risorsa, ogni attenzione, ogni energia va riversata sulla conquista del risultato. Una Nazionale può essere ringiovanita se ha una base solida, se è una squadra come lo era l’Italia di Mancini/1 all’Europeo. Lo vincemmo con qualche giovane (Donnarumma, Barella), ma anche e soprattutto con Chiellini, anni 37, che quella sera prese per la collottola Saka e gli disse: "Ragazzino, da qui non passi". Certo, averne di Chiellini oggi... Mancini ha comunque chiara in testa la necessità del risultato. Ne abbiamo perse troppe, di partite, per non interrompere la serie.
Italia Under 21, l'Europeo nel mirino
Ne ha perse meno la Under 21, anzi, a dir la verità una sola in Polonia e proprio contro i polacchi, nell’ultima sfida del girone, ci giocheremo il primo posto con la qualificazione alle finali dell’Europeo e in quel torneo un biglietto per le Olimpiadi. Dobbiamo vincere per farcela. Prima della Polonia, la Under giocherà in Armenia contro l’ultima del girone (otto sconfitte su otto partite). Appuntiamoci la data: lunedì 5 ottobre 2026, Italia-Polonia Under 21 alle 18,15, Italia-Turchia, ultima partita della prima fase di Nations League, alle 20,45. Potrebbe essere il giorno della nostra ripartenza, un lunedì finalmente azzurro.
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