Infantino, lascia stare l'Italia e pensa al peggior mondiale della storia

Il presidente della Fifa, che piangeva per l'eliminazione degli azzurri, ora li irride: "Potremmo fare un torneo a 64, così forse si qualificano". Intanto, come già al mondiale per club, anche negli Usa si è cominciato con gli spalti vuoti, mentre infuria lo scandalo prezzi dei biglietti e continuano le ributtanti discriminazioni alla frontiera
Xavier Jacobelli
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Parafrasando uno degli immortali aforismi di Oscar Wilde, a proposito di Infantino si potrebbe dire: prendendosi troppo sul serio, egli commette "il peccato originale del mondo. Se l'uomo delle caverne avesse saputo ridere, la Storia avrebbe seguito un altro corso”. Il problema è che l'egoriferito Numero Uno del calcio non sa ridere e nemmeno fa ridere, anche se pensa di essere spiritoso: "Vediamo come andrà questa Coppa del Mondo con 48 squadre. Abbiamo già discusso di 64 squadre, ma, intanto godiamoci questa prima edizione della Coppa a 48 squadre. Con 64 forse l'Italia si qualificherebbe".

Infantino irride l'Italia

E pensare che, quando, malauguratamente, gli azzurri sono stati di nuovo eliminati nella corsa al Mondiale, Infantino si mise in gramaglie e singhiozzò: "Mi viene da piangere". Adesso li irride e continua a inanellare battute infelici, tipo "chill, relax", "rilassatevi, rilassatevi" in risposta al cronista che l'altro giorno gli domandava che cosa pensasse della pessima partenza del suo Mondiale, candidato a risultare "il peggiore della storia" (profezia di Marcelo Bielsa).

 

 

Mondiali 2026, via tra le polemiche

Nell'ordine: 1) lo scandalo dei prezzi folli dei biglietti (per Corea del Sud-Repubblica Ceca hanno raggiunto il massimo di 5 mila dollari, al cambio odierno 4.318,75 euro: di conseguenza spazi vuoti sugli spalti di Guadalajara); 2) l'arbitro somalo Omar Artan, il migliore d'Africa, trattenuto per undici ore, interrogato e rimandato a Mogadiscio nonostante fosse in possesso anche di regolare passaporto diplomatico: Per tutta risposta, l'Uefa l'ha designato per la finale di Supercoppa Europea Psg-Arsenal; 3) le umilianti perquisizioni e i controlli estenuanti riservati alle delegazioni di Uzbekistan ("Come se fossero narcos", ha scritto la stampa inglese), Senegal e Belgio; 4) "i campi di allenamento infrequentabili e la disorganizzazione totale" (sempre Bielsa). 5) L'attaccante dell'Iraq, Haymen Hussein, torchiato come fosse un terrorista; 6) L'urticante elogio di Trump al quale Infantino donò anche la Medaglia della Pace: "Se non ci fosse stato lui, sarebbe stato impossibile organizzare il Mondiale negli Usa". Infatti. Stiamo vedendo quanto sia bene organizzato. A proposito, anzichè sbeffeggiare gli azzurri, Infantino, paladino "del Mondiale che unisce tutto il mondo", un giorno o l'altro ci dirà che cosa pensi delle parole di Stale Solbakken, ct norvegese: "Siamo tutti degli ipocriti. Penso al fatto che il Paese ospitante sia in guerra con un'altra nazione, l'Iran; penso anche ad altri problemi". Ad esempio al fotografo della nazionale irachena, Talal Salah, al quale è stato vietato l'ingresso negli Usa. Ma tutto va bene nel magico mondo di Infantino, Chill, relax e ti passano i cattivi pensieri. O no?


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