Roma-Napoli, cuori agitati
Aspettando che tutto abbia inizio, la grande incognita dell’attesa somiglia tanto a una cattiveria, e forse un po’ lo è: che Roma sarà senza il suo fuoriclasse in panchina? Qui non si tratta di disistima nei confronti di Tullio Gritti ma di una stima smisurata per Gian Piero Gasperini. Che, nessuno a Trigoria e dintorni si offenda, è vero il segreto (noto a tutti, peraltro) della Roma attuale. Dice: ma Gritti sta con Gasp da una vita e quindi sarà, più o meno, la stessa cosa. Complicato non essere d’accordo, anche perché i numeri confermano questa tesi (2,11 punti di media a gara), però sono giorni che un pizzico di comprensibile preoccupazione ha fatto capolino nel cuore del tifoso della Lupa. Il timore è che senza il suo capo, lì a bordo campo, la squadra non riesca a rendere come nel recentissimo passato. Una piccola cattiveria senza senso, dunque? Fate voi. Cuori agitati, in sintesi. Nessuno, del resto, deve dimenticare che per la Roma (per il mondo Roma) quella di stasera sarà la partita più importante dell’anno. Anzi, forse degli ultimi, parecchi anni almeno in campo nazionale. E che, per questo, la tensione popolare, l’attesa eccitata e nervosa della piazza viene accompagnata da un brividino lungo la schiena a ogni minimo segnale negativo legato all’appuntamento. Roma che tifa Roma aspettava da una vita una serata come questa, e poco (le) importa che il campionato sia appena alla giornata numero 13.
Roma, il casino organizzato di Gasp
Non si fanno calcoli, non si fanno tabelle e, tutto sommato, non si fanno neppure sogni esagerati; però la classifica è quella che è, ed è impossibile non guardarla con un sorriso e pure con un sospiro. Alzi la mano chi, in avvio di campionato, aveva pronosticato che allo scontro del 30 novembre la rinnovata, incompleta squadra di GPG si sarebbe trovata con due punti di vantaggio sui campioni d’Italia. Nessuno, giusto? Compreso Gasp, probabilmente. Non per una scarsa considerazione del proprio gruppo, ma per l’alta, corretta valutazione di quello tricolore a disposizione di Antonio Conte. Con innesti da Champions portati a casa in estate senza badare a spese per difendere lo scudetto e sognare in Europa. Roma e Napoli sono partite da basi diverse assai: Gasp ha passato luglio e agosto a lamentarsi per i pochi acquisti, Conte invece si è lagnato per i troppi volti nuovi. Da qualche settimana, però, la Roma ha “svoltato” (cit. Gasperini) mettendo al primo posto una qualità insospettabile: l’imprevedibilità. Il casino organizzato.
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