La bancata d'Italia
Alle volte, le combinazioni: questo sabato di campionato ha tutte le sembianze di una tendopoli della Protezione civile, come un centro di raccolta dopo l’uragano del turno Champions. Le tumefatte d’Europa giocano in rapida successione, il Napoli a Venezia, l’Inter a Bologna, la Roma in casa col Genoa (dopo Mourinho, De Rossi: amarcord perpetuo).
Un turno che rappresenta un rischio: bucare di nuovo porterebbe a una crisi
Troppo invitante dire che sembra un turno disegnato apposta, a dir poco provvidenziale, per rimettere assieme i pezzi subito dopo la bancata collettiva (il Como, quarta azionista dell’impresa fallita, va domani a Firenze). Eppure. Eppure il sabato facilitatore, giusto giusto per riabilitarsi e risollevare il morale, da un’altra prospettiva presenta anche un enorme rischio: per chi dovesse di nuovo bucare sarebbe doppio rossore, perché perdere in Champions fa comunque parte del possibile, ma perdere con Venezia, Bologna e Genoa diventa automaticamente crisi.
Le tre grandi d'Italia arrivano ancora più tumefatte dagli infortuni e dalle assenze
C’è da dire, a livello di mani avanti, di attenuante generica, che le tre grandi d’Italia ristrette dalla centrifuga d’Europa arrivano alla controprova ancora più tumefatte dagli infortuni e dalle assenze. Il che, quando si tratta di affrontare squadre medio-piccole, per questo grandemente assatanate, non è mai un buon affare: nel caso specifico, innegabili le complicazioni. A Venezia il Napoli affronta la sinistra regola del nuovo allenatore, proprio con il mago delle salvezze Nicola, pronto ad applicare subito il suo protocollo semi-infallibile. L’Inter deLautarizzata va in casa del Bologna, che sta cercando in tutti i modi il sé stesso degli ultimi campionati. Quanto alla Roma, più ancora del Genoa, deve aggredire uno degli effetti-bancata più clamorosi della storia, l’ormai storico sogno girato in incubo nel giro di otto minuti, neanche contro un tizio qualunque, proprio contro Mourinho.
A ciascuno la sua gatta da sbucciare
A ciascuno il suo. La sua gatta da sbucciare. Ma i discorsi stanno a zero: le delusioni di metà settimana in qualche modo vanno emendate, a tutti i costi, rimettendosi subito sul binario giusto e riprendendo il filo del campionato di vertice. Tra le tante cose cui possono aggrapparsi, le tumefatte faranno bene a scartare la dolce illusione che la riabilitazione sarà facilitata da avversari facili. Mai dimenticare come va nel ciclismo: per il campione cotto, basta un cavalcavia.
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