Enem preferito a Dovbyk: Artem è pronto?
Ma allora Dovbyk è pronto o no per poter trovare uno spazio dal primo minuto? E se non è pronto, quando potrà esserlo? Anche perché ci sarà un motivo se nell’ultimo spezzone di Lecce, Palladino ha impiegato Enem al posto di Piccoli, come d’altra parte è accaduto anche sabato passato contro l’Inter attorno alla mezzora, nel momento in cui lo stesso Piccoli ha dovuto lasciare il campo per un guaio muscolare. È vero, nel finale Palladino ha ritagliato uno spazio anche a Dovbyk, ma sarebbe stato preoccupante se l’attaccante ucraino non fosse stato utilizzato neanche nell’ultimo quarto d’ora, perché un conto è ritenere che Dovbyk non abbia ancora la condizione fisica giusta per partire dall’inizio e un altro è pensare che non possa essere costruttivo nemmeno per l’ultimo spezzone della partita.
Palladino: "Arriverà il momento di Dovbyk"
Una volta sottolineato come Palladino lo stimi, ritenendolo un valore aggiunto quando potrà stare bene, è stato lo stesso tecnico rossoblù prima di Bologna-Inter a spiegare le sue scelte. «Dopo aver accusato un acciacco, in questa settimana ha lavorato bene, ha minuti nelle gambe ma dovrà aspettare la sua occasione stando tranquillo, perché arriverà il suo momento».
Quando arriverà il momento? Fin da sabato a Cagliari?
Fin da sabato a Cagliari? Oppure comincerà la partita mercoledì a San Siro contro il Milan o il sabato successivo al Dall’Ara contro il Monza? A queste domande solo il campo e Palladino potranno dare una risposta, certo è che mancando Piccoli è lecito aspettarsi che Dovbyk possa essere impiegato dal primo minuto almeno in uno dei prossimi impegni, al di là del fatto che oltre ad Enem Palladino potrebbe tirare fuori dal mazzo anche la «carta» Odgaard come prima punta, non dimenticando come il Bologna lo rilevò dall’Az Alkmaar proprio per fare anche l’alternativa a Joshua Zirkzee. In pratica succederà questo: Palladino seguirà con grande attenzione gli allenamenti di entrambi, poi dopo la seduta di venerdì deciderà chi mandare in campo dall’inizio e inevitabilmente la sua scelta cadrà su chi gli darà maggiori garanzie. Come dire: ora come ora è impossibile sapere se per Dovbyk (che ha capito ma al tempo stesso non può aver gradito il fatto che sia a Lecce che contro l’Inter gli sia stato preferito Enem) sarà finalmente la volta buona, ma è chiaro che nel caso in cui evidenziasse anche solo qualche progresso potrebbe anche finire per spuntarla sull’olandese.
L'obiettivo: ritrovare la continuità
Inutile nascondere come Dovbyk stia pagando i guai fisici e le tante successive soste ai box dell’anno passato e di conseguenza come fosse proprio per questi motivi poco «presentabile» quando arrivò a Casteldebole. Il Bologna lo prese ugualmente ma si rese conto da subito che i tempi per il suo recupero sarebbero stati lunghi. Poi va anche detto che per Dovbyk non c’è stata unità di intenti tra il preparatore atletico di Tedesco e i sanitari sui metodi di lavoro, e ciò avrebbe causato altri ritardi. Restando a lavorare a Casteldebole durante la sosta, Dovbyk ha fatto passi avanti importanti sul piano fisico, a questo punto deve coltivare una speranza per poter fare l’ultimo step: non accusare più fastidi muscolari per giocare con continuità.
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