Riflessione su Spalletti: Lucio è meglio della squadra
Giovanni Carnevali non frequenta i social. L’ho capito da una frase che ha pronunciato prima della partita col Rennes: «La panchina della Juve scotta», affermazione che in un mondo normale si presterebbe a due interpretazioni. La prima: Spalletti è a rischio; la seconda, più carnascialesca: «Una panchina come quella della Juve scotta sempre se mancano i risultati». Per i social vale solo la prima, da like.
Scotterà anche, ma Spalletti è meglio di questa Juve costruita con pochi giocatori di livello al punto che il tecnico s’è visto costretto a riciclare Douglas Luiz (12 orizzontale), Koopmeiners (l’involuzione della specie) e Nico Gonzalez, tre scaricati.
Lucio è un allenatore che insegna calcio e trova soluzioni: temo tuttavia che questo cubo di Rubik bianco e nero presenti delle difficoltà insuperabili, specie quando mancano Yildiz, insostituibile, e Locatelli che non è più un centrocampista di garanzia, ma un solido muro davanti alla difesa («lui ci arriva sempre col gambone», cit. M. A.).
Spalletti is better, insomma, ma non come comunicatore: sembra sempre che tenti di tenere insieme ogni sfera dell’esistenza con un equilibrio che definirei miracoloso se non fosse frutto di inutili ricerche linguistiche.
Prima della partita ho notato una sospetta disponibilità verso il prossimo (Marocchi): mi ha confermato quanto tenga alla panchina che scotta.
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