Lazio, giocarsela in allegria

Leggi il commento al successo dei biancocelesti sul campo del Bologna
Franco Recanatesi
Franco Recanatesi

3 min

Pubblicato il 23.03.2026, 09:00

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La Lazio dà il meglio da quando naviga nelle acque di nessuno. Senza obiettivi di classifica, con l’infermeria abituale residenza per cinque o sei titolari e il braccio di ferro fra il tifo e Lotito, ha collezionato a Bologna la terza vittoria consecutiva, prima volta in campionato, un successo che fuori casa mancava dall’11 gennaio, e due gol, una rarità per una squadra che lontana dall’Olimpico di gol ne aveva realizzati meno di tutti, 8 in 12 partite.
A Bologna ha vinto dopo avere perso. Salvata da una traversa e da un rigore parato. I due pericoli l’hanno scossa e irritata, nella seconda parte della ripresa ha strapazzato gli avversari con la giusta cattiveria.
Non lo farà mai, ma Sarri dovrebbe riconoscere che una percentuale dei tre punti spetterebbe anche alla Roma, che giovedì scorso ha trascinato il Bologna oltre i 120 minuti di gioco. Si è visto nella ripresa, quando alcuni giocatori di Italiano avevano le gambe indurite.
I due protagonisti del Dall’Ara sono stati Motta e Taylor. Il portierino, alla terza presenza in serie A, ha parato il rigore di Orsolini (che aveva fallito anche nella sfida di Coppa Italia!) dopo averlo procurato un po’ stoltamente. Classe 2005, un fisico imponente, un avvenire assicurato.
Taylor l’avvenire lo ha già anticipato. Acquistato il 9 gennaio, due giorni dopo era già in campo e mai più ne è uscito. Scuola Ajax, 24 anni, nazionale olandese, viaggia verso una contesa di mercato fra le grandi squadre europee. Motta è costato 1 milione, Taylor 17 ma secondo Transfermarkt ne vale già quasi 30. I tifosi lo adorano, Lotito gongola.
Con la doppietta Taylor ha supplito alla sterilità degli attaccanti, è il mediano sarriano che piace a tutti gli allenatori: difende, palleggia, imposta, realizza.
Il Bologna era stato eliminato dalla Coppa Italia anche se con i rigori, ed ora viene scavalcato in classifica. L’ottavo posto, però, conta poco, il distacco dal gruppone che si batte per le coppe europee è di sette punti, ci vorrebbe un miracolo e per i miracoli la Lazio non sembra attrezzata. L’obbiettivo rimane la Coppa Italia, unica chiave per entrare fra le elette, ovvero la partita di ritorno con l’Atalanta dopo il 2-2 casalingo. Intanto Sarri e il suo gruppo continueranno a giocarsela in allegria, meglio fuori che in un Olimpico vuoto.

 

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