Il figliol prodigo

Leggi il commento sull'esordio in campionato di Davide Frattesi con la maglia della Lazio, condito dal gol vittoria contro il Bologna
Franco Recanatesi
Franco Recanatesi

5 min

Pubblicato il 25.08.2026, 09:54

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«Padre, mi hai accolto da bambino, poi ti ho lasciato tradendoti anche con i colori giallorossi, ora sono tornato per riscattarmi». Il figliol prodigo Davide Frattesi, dal commento di Recanatesi (scusa Luca). Eccolo il colpo dell’estate, subito a segno e salvatore della patria. Dovevate vederlo, e qualcuno lo avrà visto, esultare e gridare dopo il gol, liberare la sua felicità a fine partita, correre a perdifiato a raccogliere la gioia dei 3.500 tifosi.

Frattesi è già l'eroe della Lazio di Gattuso

L’eroe di questa Lazio è lui, l’uomo che ha stupito l’Italia del pallone ascoltando il cuore più della carriera e del portafoglio. Gattuso, a sorpresa, lo ha tenuto in panchina nel primo tempo per mandarlo in campo nella ripresa con una pacca sul sedere. È stato lui, l’allenatore, la spinta decisiva per tornare a vestire la maglia della sua gioventù, «un uomo che meritava di essere aiutato» ha dichiarato l’ex interista. Gli ha regalato il gol della vittoria e un salvataggio sulla linea che del gol è stretto parente. 

È la vittoria, inaspettata, dei sentimenti quella della Lazio. Il secondo eroe di giornata è Mandas, non tanto perché il suo nome è Christos quanto perché ha puntato i piedi per lasciare il Bournemouth e tornare a casa e poi di nuovo per restare da titolare. Due parate straordinarie e altre due difficili per un votone in pagella.

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Vedevo la squadra combattere alla pari nel primo tempo e stentavo a credere che in campo ci fossero gli stessi undici che appena otto giorni fa avevano fatto splash con il Mantova in Coppa Italia. Una settimana è bastata a plasmare una Lazio gattusesca, e cioè che ruggisce, corre, non molla mai. Pressing alto, altissimo per complicare l’impostazione all’avversario, difesa ragionevolmente più bassa rispetto al Mantova, anche se talvolta piazzata maluccio, attacchi portati da lontano senza un centravanti di ruolo e di posizione. Dia ha mostrato scarse attitudini al gol ma suggerimenti preziosi: il tacco per Frattesi vale la sufficienza.

Nella ripresa gli ingressi di Frattesi, Isaksen, Tavares e Noslin hanno impreziosito tecnicamente la squadra, oltre che confortare sul recupero di due possibili titolari. La mediana composta da Frattesi, Rovella e Taylor ha preso il sopravvento su quella bolognese. Davanti alla difesa, Rovella ha toccato una quantità impressionate di palloni, frenando e smistando senza sosta. Lo avrà notato anche Roberto Mancini che prendeva appunti in tribuna, che forse un’occhiata interessata gli ha trasmesso anche Floriani Mussolini (a scanso di polemiche, sulla maglia ha scritto il nome di battesimo, Romano) che dopo un inizio preoccupante ha dominato la fascia destra.

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Ma la forza di questa piccola Lazio non è nella qualità dei suoi giocatori quanto nel loro spirito di sacrificio. Mordere le caviglie degli avversari è il principio numero uno di Gattuso (Ringhio, non a caso), non ricordo di aver visto di recente tante palle sradicate dai piedi degli avversari.

La Lazio si è abbassata un po’ troppo nel finale della ripresa, ed è comprensibile considerato il risultato, quando Tedesco ha mandato in campo i pezzi da novanta, Bernardeschi, Rowe, Dovbyk, e allora sì, la squadra ha sofferto. Per sua fortuna ci ha pensato Mandas a salvare la vittoria, portierino esplosivo che sa agganciare palloni impossibili, anche se troppo spesso chiamato dai compagni a impostare con piedi non proprio fatati.

Una Lazio che faceva disperare si è trasformata in una Lazio che fa sperare. A Lotito sarà venuto il mal di fegato vedendo il suo Ratkov da 13 milioni inchiodato in panchina, ma se dopo il colpo Frattesi riuscisse a trattenere Romagnoli e a portare a Formello un Pinamonti, non dico che si guadagnerebbe il perdono del popolo laziale, ma l’orizzonte della sua squadra potrebbe allargarsi di molto.

Un plauso al popolo biancoceleste

Concludo con un encomio per i 3.500 tifosi laziali la cui passione è stata largamente premiata e un pot pot sulle spalle di Gattuso che in tanti, troppi, hanno demolito prima ancora che cominciasse a costruire. Giornata indimenticabile: ha vinto la prima in trasferta e il derby con Tedesco, calabrese esordiente come lui. Portando a Formello un calcio con qualche novità intrigante, questa partenza felice gli renderà più agevole il lavoro. 

 

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