
Milan, orgoglio e disciplina
Milan, ora gli esami per confermarti
Attenti però: pensare che il 20 settembre dopo appena quattro capitoli del romanzo popolare sia la data giusta per battezzare la trasformazione calcistica del Milan passato da una idea di gioco “dominante” a un’altra, concreta, attenta, cinica ma fatta anche di geometrie apprezzabili, è prematuro oltre che sbagliato. Perché intanto a questo Milan mancano ancora interpreti fondamentali come Leao, come lo stesso Nkunku che continua a fare apprendistato e a coltivare la indispensabile salute fisica, per non tacere di Maignan rimasto a casa solo per un eccesso di prudenza ma destinato a rientrare nei ranghi domenica prossima per la sfida con il Napoli campione. Poi gli esami, che di solito non finiscono mai, arriveranno molto presto e prima del previsto. In attesa della prossima sosta per la Nazionale Allegri deve misurarsi con Conte che gli sfilò il secondo scudetto ai tempi di Berlusconi e Galliani, e poi rendere visita alla Juve dalla quale si congedò dopo aver alzato al cielo di Roma una coppa Italia e fatto una colossale bischerata a fine partita con Cristiano Giuntoli. Forse solo allora potremo dire se, nelle pieghe di un mercato molto contraddittorio e criticato, a Milanello è nata una squadra.
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