Momenti di Conte
Conte torna con il centrocampo ridotto ai minimi termini
Ieri Conte è tornato. Al suo posto. Ha diretto l’allenamento. Stessi metodi. Stessa intensità. Stessa cura per il dettaglio. Conte è carico come è sempre stato. Quel che doveva dire, lo ha detto. Ai calciatori innanzitutto e poi al resto. Ha alzato il livello di guardia. Ha creato un punto di rottura. Evidentemente perché da tempo vede che più di qualcosa non va. Lo ha fatto spesso nella sua carriera. Conte non lascia nulla al caso. Le ombre del passato lo inseguono. I suoi secondi anni. Il logoramento dei rapporti con i calciatori. Ora c’è anche la piaga infortuni (l’ultimo è Anguissa). Che probabilmente è il vero problema. Giocare senza Anguissa, De Bruyne, Lukaku, aggiungiamo Gilmour, non sarà semplice. Anche se il soldato Romelu sta facendo di tutto per recuperare prima possibile.
Napoli, per Conte è il momento più difficile
È forse il momento più difficile della sua esperienza napoletana. Non l’unico. Lo scorso anno ci fu il Verona-Napoli 3-0 alla prima giornata. Poi Napoli-Atalanta 0-3. La squadra è sempre ripartita. Con la stessa ricetta: lavoro, abnegazione, disciplina. Ora c’è chi lo accusa proprio di questo, di far lavorare troppo. Conte è atteso al varco, lo sa. Ieri è tornato al suo posto di comando. Ha lavorato da Conte. Un metodo che nel 2026 compirà vent’anni.
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