Nelle mani di Allegri

Leggi il commento sul tecnico pronto all’esordio ufficiale sulla panchina del Napoli
Pasquale Salvione

Pubblicato il 22.08.2026, 07:33

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Potrebbe ospitare tutti a casa sua, a Livorno, per una visita nella sala dei trofei. Nessuno dei suoi diciannove colleghi ai nastri di partenza ha una bacheca così piena: sei scudetti, cinque Coppe Italia (record), tre Supercoppe Italiane ma anche un campionato e una Supercoppa di C, oltre a quattro Panchine d’Oro. Massimiliano Allegri, il Max del campionato, inaugura stasera a Marassi il suo campionato numero 21 in 23 anni da allenatore, il primo al Sud. Lo fa con un Napoli che ha vinto due scudetti negli ultimi tre anni e ha voglia di riprovarci anche con lui. De Laurentiis lo ha corteggiato per anni, da lui si aspetta non solo la ribalta nazionale ma soprattutto una nuova veste europea, una Champions da giocare da protagonista.

Max è piombato nel mondo Napoli iniettando subito dosi di grande serenità, è considerato un normalizzatore. Lavora tanto, ma senza tensioni. Preferisce il dialogo e ama l’ironia. Quella che si è portato dietro dai gabbioni livornesi, dove giocava, scherzava e vinceva. Sì, perché Allegri è uno degli allenatori che non perde mai di vista il motivo principale per cui una squadra gioca una partita di calcio: vincere. A Napoli è arrivato con l’etichetta del “vecchio”, del cultore di un calcio superato e démodé. Come il maestro del “corto muso”, quello che si accontenta di fare un gol e poi ordina alla squadra di chiudersi tutta in difesa. L’incredibile finale di campionato con il Milan e il quarto posto sfumato all’ultimo secondo hanno alimentato le critiche e i tribunali social.  

Chi ha seguito il precampionato ha già intuito che quest’anno il Napoli sarà molto diverso da quello che tutti si aspettavano. Aggressioni alte, pressioni a tutto campo, giocatori di qualità liberi di spaziare e di inventare, terzini che entrano nel campo, centrali di difesa che si allargano per impostare. Chi si aspetta solo blocco basso e contropiede rimarrà sorpreso. Perché Allegri vuole una squadra capace di leggere i momenti e adattarsi alle situazioni. Ci sarà anche la necessità di arroccarsi in difesa, ma non sarà l’unico piatto del menù. Anche perché Max è uno dei migliori a intervenire a partita in corso, a cambiare uomini e sistema di gioco quando serve. Il Napoli ha una rosa che può farlo divertire. Anzi, vincere e scherzare. Come faceva nel gabbione.