Napoli, le civette sul comò

Ad Allegri è stata affidata quella che si prospetta una stagione difficile
Mimmo Carratelli
Mimmo Carratelli

3 min

Pubblicato il 12.09.2026, 10:34

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Non siamo una squadra fortissimi. Abbiamo la pancia piena di due scudetti. Abbiamo gli anni che abbiamo. Veniamo da stagioni ventre a terra. Non è arrivato nessun piede nuovo. Continuiamo ad andare in infermeria. Questo siamo e il presidente non ha più soldi da spendere. Nell’anno del Centenario e, in cento anni, s’è visto di peggio.  

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Napoli, un avvio impegnativo

Siamo in mezzo al guado e al guaio. Arriva Allegri che capisce la situazione. Non chiede, non pretende, non protesta. Siamo il pesce che Allegri frigge con l’acqua. Un avvio di stagione impegnativo con nuove, maledette assenze mette a nudo le nostre difficoltà. Vinciamo poco, prendiamo gol. Però non siamo morti. Qualcosa e molto più di qualcosa possiamo fare. La situazione a secco risveglia vecchi rancori, pregiudizi, accuse. Esposti immediatamente in Piazza Mercato i capri espiatori. Il presidente, l’allenatore. La piazza, quale piazza?, insorge. Il veleno dei social, le polemiche eterne, gli ideologi della tattica, i filosofi del pensiero unico. I disfattisti delle ore difficili. Una vecchia storia che si ripete. Se c’è ancora un’anima nel popolo azzurro, se la maglia azzurra significa veramente amore e passione, se il ricordo di Diego è ancora vivo e palpitante, e se ricordiamo che cosa Diego ci ha trasmesso, orgoglio e lotta, allora questo è il momento di dimostrarlo contro le eterne comari di Windsor, contro le numerose civette sul comò, contro i vecchi fucilieri del pappone e i viziosi antagonisti dell’allegrismo. Suvvia, dovrebbe scattare la reazione a quello che il resto d’Italia aspetta e spinge, il crollo del Napoli, il club capace di vincere due scudetti senza il pibe, una maledizione per chi credeva che restassimo ai margini. Vogliamo stare dalla loro parte? Questo è il punto. Il Napoli è stato costretto a segnare il passo dopo le stagioni di gloria e baldoria. Ha i suoi limiti. Non vuole fallire una seconda volta. Ha disertato il mercato però spendendo altri 70 milioni per i riscatti di Hojlund e Alisson Santos dopo i 300 milioni impegnati nelle due precedenti stagioni. E ha affidato ad Allegri una annata difficile puntando su un allenatore di esperienza che non è di quelli che fanno saltare tutto. Vogliamo far saltare tutto dall’esterno per antipatie personali e false ideologie di gioco? Questa è la domanda. Vogliamo affossare il Napoli proprio noi di Napoli? Noi, gli eterni feriti a morte?

 

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