Allarme Roma, la difesa è sparita
Leggi il commento alla prova dei giallorossi, eliminati dall'Europa League con cinque gol incassati in due partite
Era partito dalla panchina, Gasperini gli ha preferito El Shaarawy per dare più peso all’attacco. Pellegrini è entrato dopo venti minuti, per l’infortunio di Konè. La Roma subito dopo è passata in svantaggio, ma Pellegrini si è rimboccato le maniche, ha lottato, ha recuperato palloni, ma ha anche mostrato la sua straordinaria capacità nel calciare. Strepitosa la punizione con il pallone che si è stampato all’incrocio dei pali e subito dopo l’assist per il gol di N’Dicka. Nella ripresa, quando sembrava impossibile la rimonta, Lorenzo ha fissato il risultato sul 3-3, con un’altra prodezza. Ha tenuto in corsa la Roma fino ai supplementari, grazie anche al gol che aveva realizzato una settimana fa a Bologna. Ma alla fine l’impresa è sfumata. Quante volte Pellegrini è stato criticato, quante volte è stato messo in discussione, la sua esperienza alla Roma è stata sempre tormentata, anche adesso che potrebbe essere la sua ultima stagione. Ma darà tutto, fino alla fine. Lui e Pisilli, i due romani in campo, si sono fatti trascinare più degli altri dalla spinta dei settantamila dell’Olimpico, hanno sentito addosso la responsabilità di una notte speciale. Non sono bastate però le magìe di Pellegrini, perchè la Roma non ha più difesa. Ha incassato altri quattro gol, sono sedici nelle ultime dieci partite, tra campionato ed Europa League. La Roma non ha più la difesa che era stata la migliore del campionato. Da diverse settimane non è più così, adesso in campionato Milan e Como hanno subìto meno gol e il Bologna in 210 minuti è andato a segno cinque volte. Con i soliti errori individuali che hanno pesato come macigni, anche nella partita in cui è tornata tutta la difesa titolare: Mancini, N’Dicka e Hermoso. Italiano come all’andata ha messo in difficoltà la Roma con gli esterni, Rowe e Bernardeschi hanno fatto impazzire Mancini (sul primo gol) e N’Dicka (sul terzo). La difesa all’inizio della stagione era il punto di forza della Roma di Gasperini. Svilar aveva collezionato tanti clean sheet, sembrava insuperabile. Ora non lo è più, segno che qualcosa si è rotto. Non basta più Malen. Il gioco della Roma da due mesi a questa parte è tutto finalizzato sull’insostituibile centravanti, che quando trova due marcatori attenti come Lukumi e Vitik (gli unici due giocatori confermati da Italiano rispetto alla partita di domenica scorsa) fatica a liberarsi per il tiro. Così, con la Roma costretta a inseguire il Bologna dal primo tempo, è stato Pellegrini a salire in cattedra, a portarla ai supplementari, ma alla fine non è bastato a evitare l’eliminazione.
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