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Sergio Camello, il centravanti del “pueblo”

Gioca nel Rayo, abita nel quartiere di Vallecas e ha realizzato sette gol nelle prime otto giornate della Liga: è l’idea dell’Atletico Madrid per gennaio

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Stefano Chioffi
Stefano Chioffi

3 min

Pubblicato il 25.10.2026, 18:37

Niente boutique di lusso e giacche all’ultima moda. «Non mi vedrete mai con una maglietta da 600 euro quando mia madre ne guadagna 700». Eccolo qui il centravanti del pueblo, del popolo. Questo identikit fuori dagli schemi appartiene a Sergio Camello, classe 2001, sette gol in otto partite nella Liga, idolo del Rayo Vallecano e obiettivo di mercato per gennaio dell’Atletico Madrid, che l’ha scoperto da bambino e ha poi deciso di cederlo nel 2023 per cinque milioni. Ha stregato tifosi e opinione pubblica con i suoi colpi in area di rigore e le sue scelte controcorrente. Sergio abita ancora nel suo vecchio quartiere, preferisce la vita del barrio di Vallecas, dove si ferma spesso nei bar della zona a bere un caffè e a parlare con la gente del Rayo. Racconta papà Juanjo che, da bambino, ragionava già come un big di questo mestiere. Un’ambizione che lo ha portato dritto nella storia dell’Atletico Madrid nel maggio 2019, quando al debutto contro il Levante ha realizzato il gol del pareggio. Una stagione di svolta per la sua maturazione e continuità è stata poi quella in prestito al Mirandés nel 2021-22, dove ha collezionato 15 gol. Ma la vera consacrazione è arrivata nel 2024. Nella finale olimpica contro i padroni di casa della Francia, finita 5-3 per la Spagna, Camello è entrato dalla panchina e ha fatto la differenza: una doppietta micidiale nei tempi supplementari che ha regalato l’oro alle Furie Rosse. Una giornata magica prima di prendersi le chiavi del Rayo. Ha un contratto che scade nel 2027.

Il tatuaggio 

Ha la maglia numero 10. Camello non è il classico centravanti che domina l’area di rigore. Istinto e rapidità, un metro e 77, il suo calcio si sviluppa tutto in verticale. È una punta mobile, attacca la profondità. Pressa e fatica. Simeone sta pensando di riportarlo a casa. A settembre ha raccontato la sua storia e la sua famiglia al giornale As. Sergio ha un fratello gemello, Gonzalo, anch’esso calciatore e definito il suo grande consigliere. Il calcio è una questione di riscatto per i Camello: papà Juanjo ha dovuto interrompere la carriera a 18 anni per un grave incidente e lo zio Mauri, terzino sinistro dell’Atlético Madrileño, fu fermato sul più bello dai troppi infortuni. Mamma Sonia è spesso in tribuna, così come la sorella minore Martina, con la quale condivide la passione per il cinema. È un cinefilo vero, cultore del cinema d’autore: adora Big Fish di Tim Burton, e ama la fotografia. Infinite le partite a Cluedo, il suo gioco da tavolo preferito. Sul corpo porta pochi tatuaggi, ma uno ha un significato enorme: la maglia con il numero 55, quello con cui debuttò nell’Atletico.