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Gilberto Mora, il Liverpool prepara l’offerta

Trequartista o ala, 18 anni, messicano: Julian Ward, il ds dei Reds, sta lavorando alla trattativa con il Club Tijuana e l’entourage di Rafaela Pimenta. Un affare da 40 milioni di dollari

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Stefano Chioffi
Stefano Chioffi

4 min

Pubblicato il 25.10.2026, 20:01

Il Liverpool è piombato su Gilberto Mora, la “nueva Joya” della nazionale messicana e del Club Tijuana. Un affare impostato da Richard Hughes, che ha lasciato il posto - alla fine di settembre - a Julian Ward. I Reds hanno impostato la trattativa con l’entourage guidato dalla manager Rafaela Pimenta, nel tentativo di anticipare la concorrenza del Paris Saint-Germain. Mora ha festeggiato diciotto anni il 14 ottobre, superando così l’ostacolo burocratico di un trasferimento immediato in Europa. Un’operazione da quaranta milioni di dollari, tra cartellino, bonus e commissioni. Trequartista, un metro e 68, cinque gol e un assist nelle prime otto giornate di campionato. I suoi compagni lo chiamano “Morita”. C’è stato anche un sondaggio del Milan, ma il Liverpool è in prima fila.

Il bambino dei record

Gilberto ha riscritto le statistiche della Liga MX. Una carriera che è un girotondo. Il 18 agosto del 2024, a 15 anni e 308 giorni, debutta contro il Santos Laguna. Passano pochi giorni e arriva il gol al León: diventa così il più giovane marcatore nella storia del campionato messicano. Il calcio è una questione di dna. Suo padre, Gilberto senior Mora Olayo, ha indossato le maglie di Toluca, Puebla e dello stesso Tijuana, dove oggi lavora nel settore giovanile. La curiosità più bella? Non gli ha mai imposto il pallone: “Il mio obiettivo principale era insegnargli l’educazione, il tempo ha deciso il resto”. Chi è stato vicino a Morita nei primi anni di vita racconta un dettaglio chiaro: da bambino non voleva saperne di biciclette e giocattoli. Per lui esisteva solo la “pelota”. Nonostante si muova da trequartista o attaccante esterno, il suo idolo assoluto è un portiere, Guillermo Ochoa, l’eterno numero uno del Messico, eroe nazionale in cinque Mondiali. Definirlo un “dieci” classico sarebbe riduttivo.

Gli schemi di Abreu

Mora è un jolly offensivo: sa agire anche da falso nove. Il suo allenatore al Tijuana, una leggenda come Sebastián “El Loco” Abreu, ne esalta la maturità: “Capisce dove si svilupperà l'azione prima ancora di ricevere il pallone”. Gilberto non ha abbandonato i libri. Conciliare la scuola con il calcio d’alto livello non è facile: si è dovuto rimboccare le maniche per recuperare compiti in classe e interrogazioni. Come ogni millennial che si rispetti, la musica è una componente fondamentale della sua routine pre-partita. Nelle sue playlist non mancano mai Bad Bunny e Rauw Alejandro, ma anche Natanael Cano. In Messico i diminutivi sono una sentenza d’affetto e di investitura. Per i tifosi degli Xolos e per i media locali è semplicemente “Morita”, dribbling e velocità. Un nomignolo leggero che contrasta con la pesantezza delle aspettative che gravano su di lui. Gennaio sarà il mese della possibile partenza per l’Europa. Il Liverpool di Andoni Iraola ha organizzato un vertice alla fine della prossima settimana. Sta creando le basi per portarlo in Premier. Direzione Anfield Road, ma il presidente del Tijuca - Jorgealberto Hank Inzunza, imprenditore nei settori dell’intrattenimento e delle scommesse - non ha intenzione di fare sconti.