Kimi Antonelli, comincia l’era A.K. Avanti Kimi

Leggi il commento allo straordinario successo del pilota italiano nel Gran Premio di Monza
Cristiano Gatti
Cristiano Gatti

4 min

Pubblicato il 07.09.2026, 09:55

C ’era uno sport di alta velocità e di tecnica sofisticata, in Italia si chiamava Ferrari prima ancora che Formula 1, bastava quel nome per bollare una storia centenaria e una passione nazionale, noi popolo fanatico di motori, in tutte le forme e in tutte le salse, non per niente si racconta in giro per il mondo che trattiamo meglio le macchine delle fidanzate. C’erano questo costume e questa leggenda, Italia e Ferrari, Italia e rombo di marmitte, Italia e gomito fuori dal finestrino sgommando al semaforo. C’era tutto questo, nell’era A.K., Avanti Kimi. Adesso però è l’alba radiosa di un’era tutta nuova e tutta diversa, non più legata a un Cavallino modenese – non solo –, ma a un ragazzino ventenne arrivato in pista neanche fosse un nuovo messia pagano, capace di prodigi come si conviene solo agli specialissimi predestinati. Non può essere un caso, proprio per niente, che l’era D.K., Dopo Kimi, si apra e si consacri ufficialmente a Monza, santuario pagano del Gran premio d’Italia.

Guarda la gallery

Esattamente qui torna a vincere un italiano, il che sarebbe già notizia con i controfiocchi, in qualunque epoca, ma in questo caso c’è il botto assordante dell’epica: il ragazzino prodigioso realizza il vero miracolo – se Lassù mi concedono licenza senza inviarmi una saetta – il vero miracolo di sbriciolare l’impossibile. Non starò qui a dire perché Antonelli debba partire 19esimo, i tecnici dei regolamenti molto meglio l’hanno spiegato, quello che davvero preme dire è come poi il baby-satanasso rimonti gli avversari ad uno ad uno, come i cioccolatini, uno tira l’altro, esaltando ed esaltandosi, divertendo e divertendosi, come in un facile videogioco dei suoi tempi, fino a quando davanti non c’è più nessuno, non c’è più niente. C’è solo il sentore collettivo dell’eccezionale e dello straordinario, capitati in Italia, nella pista simbolo, trasformando il 6 settembre 2026, una data qualunque della Formula 1, nella data più data di sempre.

E bravo Kimi, e brava la mamma che t’ha fatto e che ancora ti prepara la valigia, non a caso è una mamma italiana. E grazie Kimi, e grazie persino a chi, in Ferrari, ha concluso dopo approfondita analisi del curriculum che non eri buono per faccende così grandi. Il cielo ha chiuso una porta ed ha aperto un portone, purtroppo ancora una volta all’estero, tra tanti cervelli in fuga tu hai portato via anche il talento senza misura e senza limiti della tua guida bambina. Noi adesso siamo qui a chiederci di nuovo quello che ci chiediamo tutti i giorni nei traffici infernali delle nostre strade, chi ti ha dato la patente, ma in un modo tutto diverso e tutto nuovo, mosso dall’incredulità e dallo stupore.

Hai raccontato alla vigilia di aver pensato al casco tricolore in onore di Valentino Rossi, citazione del Mugello 2002, “perché rappresenta l’italianità, mi sembrava una bella idea per celebrare il nostro Paese in un fine settimana così speciale”. Senza offesa, senza sminuire il casco: la gara rende l’idea di un’Italia speciale più di qualunque feticcio. Il vero feticcio, da domani, è Kimi. Azzurro Italia, azzurro celeste, come il prescelto pilota di Dio.

Abbonati per continuare a leggere

Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.

  • Basic

    € 19,99 Prezzo standardRisparmi il 50%

    9,99al mese
  • 5 contenuti al mese
  • Più scelto

    Plus

    € 29,9 Prezzo standardRisparmi il 33%

    19,99al mese
  • 10 contenuti plus al mese
  • Nessuna pubblicità
  • Best value

    Pro

    € 49,99 Prezzo standardRisparmi il 20%

    39,99al mese
  • Contenuti illimitati
  • Supporto prioritario