
Lo sport come alleato dell'ambiente
Il Presidente Mattarella è arrivato a Pantelleria perché l’ho invitato a festeggiare il decimo anniversario della nascita del Parco Nazionale nato con un decreto da lui affettuosamente firmato il 28 luglio del 2016 dopo uno spaventoso incendio che aveva deturpato l’Isola. Anni prima, avendogli fatto visita al Quirinale per la cerimonia del Ventaglio, usava la cortesia di riconoscermi con una battuta: “Come va il nostro Palermo?”. Cambia lo scenario e chiede “Come va la nostra Pantelleria?”. Non ho tempo di dirgli che non ho lasciato la scena sportiva. Perché nell’ambiente del Parco si fa sport, eccome, legandolo alla natura circostante. Come insegna il Ministero dell’Ambiente dove il pioniere Claudio Barbaro ha portato la sua antica passione. Poco calcio, niente VAR, tutto lo sport possibile ma dal volto umano, da salute. Senza burocrazia. Grazie ai vulcani che sonnecchiano benèfici, senza mai sputar fuoco, senza pensare di addormentarsi. Da millenni. Ecco il titolo: “Nei parchi, gli sport più vecchi del mondo”.
Un sistema diffuso
Le aree naturali protette costituiscono un sistema diffuso, diversificato e facilmente accessibile su tutto il territorio nazionale. Oltre mille tra parchi nazionali, aree marine protette, riserve naturali, parchi regionali e altre aree tutelate rappresentano un patrimonio collettivo, dove i cittadini possono riconnettersi con la natura e sperimentare attività all’aria aperta, con benefici per il benessere fi sico e psicologico. Con Natura e Movimento, il Ministero dell’Ambiente promuove una sinergia con l’obiettivo di avvicinare cittadini di ogni età alla natura, offrendo nuove modalità di vivere e sperimentare l’attività all’aria aperta. Dell’interazione naturale tra ambiente e sport un esempio è il Parco di Pantelleria che dirigo da qualche anno. L’amica e collega Giuliana Raffaelli - responsabile della comunicazione del Parco - mi aiuta a dire che meniamo vanto anche del praticare sport nel parco di Pantelleria perché vuol dire rigenerare corpo e mente, traendo energia dalla stessa forza della sua natura vulcanica incontaminata. Pantelleria ha un’area protetta che copre l’80% del suo territorio. Con una superficie superiore agli ottomila ettari è caratterizzata da terreni vulcanici impervi. Un paesaggio naturale, aspro e incontaminato, primordiale, sul quale si praticano numerose attività sportive che uniscono movimento, agonismo e avventura così come in moltissimi altri Parchi e Aree Marine protette: trekking e trail running lungo i sentieri CAI gestiti dal Corpo Forestale, ciclismo (gravel e mountain bike) lungo strade sterrate e percorsi tecnici. E poi, competizioni legate al cicloturismo e all’endurance, maratone e gare podistiche, corse notturne e vertical running.
Sport e avventura
Tante sono anche le attività legate al mare, in cui baie circondate da natura incontaminata incorniciano specchi d’acqua che si trasformano in campi di regata ideali. Le coste e le acque più profonde dell’isola ospitano inoltre attività che uniscono sport e avventura. I suoi 50 chilometri di coste frastagliate, grotte e calette accessibili solo via mare, attraggono appassionati di canoa e kayak che decidono di avventurarsi in solitaria alla scoperta dell’isola. Unire lo sport nell’aria aperta di Pantelleria con la tradizione termale dell’isola permette di completare un percorso di benessere a 360 gradi, facendo riscoprire al corpo il suo ritmo autentico mettendolo in armonia con gli elementi primordiali della Terra e risintonizzandolo con il battito del mondo.
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