Lo sport è un diritto che va tutelato 

Grazie ai voucher per l’attività fisica la Regione Lazio punta ad aiutare le famiglie in difficoltà economica per aiutare i più giovani a combattere la sedentarietà: stanziati oltre 70 milioni per gli impianti

Marta Zelioli
Marta Zelioli

7 min

Pubblicato il 11.09.2026, 11:01

Lo sport che entra nel bilancio delle famiglie non come una spesa da tagliare, ma come un diritto da tutelare. È questa la logica alla base dei voucher sport con cui la Regione Lazio punta ad abbattere una delle principali barriere alla pratica sportiva: quella economica. Dopo i risultati della prima edizione, la misura è stata confermata anche per il 2026 e rappresenta uno dei cardini del piano regionale che, tra 2025 e 2026, mobilita complessivamente oltre 122 milioni di euro. Di questi, 73,5 milioni sono destinati all’impiantistica e 49 milioni al welfare e all’accesso economico allo sport, un capitolo che include i voucher ma anche Scuola Attiva Kids, AllenaMente e i protocolli con CONI e CIP.

In difficoltà

Il punto di partenza sono proprio le difficoltà che interessano una platea sempre più ampia. Non soltanto le famiglie economicamente più fragili: l’aumento dei costi delle attività sportive, sta mettendo sotto pressione anche il ceto medio. È una delle criticità individuate nell’analisi del sistema sportivo laziale, insieme a quella delle strutture: il 15% del patrimonio sportivo regionale non risulta pienamente funzionante e le province continuano a essere sottodotate. Da qui la scelta di agire contemporaneamente sui due fronti. E se per gli impianti sono stati programmati interventi di riqualificazione, sul versante delle famiglie la risposta più immediata è arrivata con i voucher. Nel 2025 sono stati investiti 24 milioni di euro attraverso il programma FSE+ 2021-2027, raggiungendo 47 mila beneficiari. Il contributo, del valore di 500 euro, ha permesso ai ragazzi coinvolti di frequentare corsi e praticare attività presso società e associazioni sportive del territorio. Il risultato, secondo Sport e Salute, è stato di oltre un milione e 700 mila ore di sport effettuate in più di 1.700 realtà.

Nuovi obiettivi 

Per il 2026 sono previsti altri 9,7 milioni di euro e la rete delle associazioni e società sportive si è ulteriormente allargata. Le candidature delle ASD sono cresciute del 10%, mentre i corsi proposti sono arrivati a 5.467, con un incremento del 36%. I posti messi a disposizione raggiungono quota 336.719, il 21% in più rispetto alla precedente edizione, la platea dei destinatari comprende i giovani dai 6 ai 18 anni. Il quadro di partenza presenta comunque indicatori migliori rispetto alla media italiana: nel Lazio pratica sport con continuità il 31,5% della popolazione, contro il 28,6% nazionale, mentre i sedentari sono il 31,1%, a fronte del 33,2% registrato nel resto del Paese. «Numeri che certificano l’efficacia di politiche costruite ascoltando i territori e programmando interventi mirati. Il Lazio oggi è un modello nazionale nelle politiche sportive perché considera lo sport un diritto, non un privilegio» afferma l’Assessore allo Sport, al Turismo e all’Ambiente Elena Palazzo. Il settore conta inoltre 69.806 lavoratori sportivi attivi, con un’età media di 39 anni. «Abbiamo scelto di investire nello sport perché signifi ca investire nella salute, nella coesione sociale e nel futuro delle nostre comunità», ha spiegato il presidente della Regione Francesco Rocca. La linea è quella di considerare l’attività fisica un’opportunità da garantire indipendentemente dal reddito e dal luogo di residenza. Una strategia che passa dalla collaborazione triennale con Sport e Salute e che non si esaurisce nei voucher. Accanto al sostegno alle famiglie c’è Scuola Attiva Kids Lazio, che coinvolge infanzia e primaria: 1.434 classi delle elementari, 142 istituti, 362 plessi e 322 tutor, oltre a 81 istituti dell’infanzia con 417 sezioni. C’è poi AllenaMente, finanziato con 2 milioni di euro per soggiorni sportivo-formativi destinati agli studenti delle scuole primarie e secondarie, con priorità per quelli in condizioni svantaggiate. A completare il quadro ci sono i protocolli con CONI e CIP, finanziati con 400 mila euro nel 2025 e 500 mila nel 2026.

Impianti 

La partita più consistente sul piano finanziario resta però quella delle strutture. Dei 73,5 milioni destinati all’impiantistica, 4,3 milioni finanziano “Sport in Comune”, rivolto ai centri fi no a 20 mila abitanti, mentre altri interventi concentrano le risorse sulla riqualificazione energetica degli impianti comunali. A questi si aggiungono 4,15 milioni per le tensostrutture polifunzionali nei Comuni fino a 15 mila abitanti, con attenzione anche all’accessibilità e alla disabilità. Il disegno della Regione guarda infine oltre i singoli bandi: tra i prossimi passi ci sono un censimento georeferenziato degli impianti, il Piano Triennale dello Sport e il Testo Unico di settore, attualmente in discussione in commissione consiliare. Ma il banco di prova più immediato resta il nuovo giro dei voucher. Nel 2025 sono stati 47 mila i ragazzi raggiunti; nel 2026 l’obiettivo è ampliare ulteriormente la partecipazione. Perché, nella strategia scelta dal Lazio, il punto non è soltanto aumentare il numero di chi fa sport: è evitare che a decidere chi può farlo sia la disponibilità economica della propria famiglia. 

Graduatorie già online: in arrivo altre risorse

Dal 4 agosto è online sul sito di Sport e Salute la graduatoria dei Voucher Sport 2026 della Regione Lazio. Sono 38.552 le famiglie che, in questa prima fase, potranno beneficiare del contributo da 500 euro destinato alla pratica sportiva dei ragazzi tra i 6 e i 18 anni. Una platea cresciuta grazie alla decisione della Regione di aumentare le risorse finanziate attraverso il Fondo Sociale Europeo Plus: dai 9 milioni inizialmente previsti si è passati a 19 milioni. Una dotazione che, tuttavia, non riesce ancora a soddisfare tutte le richieste. Le domande presentate sono state infatti 124.178, delle quali 117.165 giudicate idonee. Restano quindi 78.613 richieste che, pur avendo i requisiti necessari, al momento non possono essere finanziate. La Regione è al lavoro per individuare ulteriori risorse e consentire un nuovo scorrimento della graduatoria, con l’obiettivo di ampliare il più possibile il numero dei beneficiari. Una risposta che conferma la forte domanda di sostegno delle famiglie per garantire ai più giovani l’accesso alla pratica sportiva.