Polonara: "Il mio sogno è sconfiggere del tutto la malattia"

A Bellizzi è stato il primo ospite del Premio Fabula 2026

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Pubblicato il 30.08.2026, 14:32 (Aggiornato il 30.08.2026, 16:38)

«Il campionato non è ancora iniziato, ma ci sono tutte le basi per fare bene». Achille Polonara parla di basket, ma a Bellizzi, primo ospite del Premio Fabula 2026, le sue parole raccontano anche una partita molto più importante. Quella contro la malattia, affrontata con lo stesso spirito con cui ha vissuto una carriera ai massimi livelli: «Essere atleta mi ha aiutato tantissimo. Lo sport ti insegna a non mollare mai, a soffrire, a lavorare ogni giorno per raggiungere un obiettivo». Dopo la leucemia mieloide acuta, il ritorno sul parquet non è stato possibile. A maggio la decisione di fermarsi, ma non di lasciare il basket. «Il campo mi manca, è normale. Ma mi è mancato soprattutto lo spogliatoio». Da luglio, infatti, Polonara ha iniziato una nuova avventura come assistente di Gennaro Di Carlo all’Avellino Basket, in Serie A2. «Sono contento di poter continuare a vivere questo sport. Devo imparare tanto, ma sono pronto». Una scelta che rappresenta anche una nuova sfida professionale per l’ex azzurro, che ad Avellino aveva già trovato sostegno nei mesi più difficili, quando il club gli aveva messo a disposizione strutture e staff per provare a recuperare la condizione.

Ora il rapporto si è trasformato in un nuovo ruolo. «La pallacanestro fa parte della mia vita da sempre. Ho iniziato da bambino e non ho mai fatto nessun altro sport. Cambia il modo di viverla, ma non cambia la passione». E proprio la mentalità costruita nello sport è diventata una risorsa fondamentale nella battaglia personale: «Quando sei atleta impari che devi arrivare fino alla fine. Puoi essere stanco, puoi attraversare momenti difficili, ma non devi mollare». Il traguardo, però, è ancora davanti: «La battaglia non è ancora vinta. Il mio sogno è sconfiggere del tutto la malattia». Polonara ha parlato anche dell’affetto ricevuto durante il periodo più duro, quando gli avversari di ieri sono diventati tifosi: «Questa vicinanza mi ha dato una spinta enorme». Al Fabula avrebbe voluto incontrare più a lungo i ragazzi, ma gli impegni in palestra non glielo hanno permesso. Alla fine, però, sono stati loro a raggiungerlo, tra applausi e cori. Un abbraccio collettivo che ha chiuso una giornata speciale e che sembra quasi una fotografia del nuovo Polonara: ancora dentro una squadra, ancora in campo, anche se da una posizione diversa. Perché il campionato deve ancora cominciare. E la sua partita più importante, quella, continua.