Giuseppe Rossi: “Io che sfidavo Messi e Ronaldo”

Una stella falcidiata  dagli infortuni decide  di ritirarsi nella piena  consapevolezza  del suo percorso
Alessandro Di Nardo
Alessandro Di Nardo

10 min

Pubblicato il 13.02.2025, 09:32

Venendo alla Fiorentina di oggi. Ti aspettavi un rendimento del genere?

«Devo dire di no. Ma Palladino lo conosco, ci ho giocato in Under21 e al Genoa; sta facendo un gran lavoro, le sue idee di calcio si vedono in ogni gara. Vediamo se riusciranno a mantenere questo ritmo, puntando magari all'Europa League come obiettivo finale».

Sabato non ci sarà Kean, squalificato.

«Io sono a disposizione (ride, ndc)».

Si sarebbe trovato bene con uno come Kean come compagno di reparto?

«Sì, saremmo stati una coppia super. Ha caratteristiche diverse dalle mie. Lui che attacca la profondità, io che vengo incontro, sì ci saremmo trovati bene».

E per la Nazionale: Kean, Retegui o Lucca?

«Sono attaccanti simili. La differenza la farà l'adattabilità al gioco di Spalletti. Nei loro club, Fiorentina, Atalanta, Udinese, ogni compagno gioca per loro. In Nazionale è diverso».

C'è un Giuseppe Rossi in Serie A?

«Il mio ruolo è un po' sparito. Io ero un nove e mezzo, né attaccante né trequartista. Poi in generale ora il gioco è più veloce, si va a mille, si spinge tanto sulle fasce e sulla fisicità. Va bene, a me piace però più il calcio ragionato».

Non si rivede in nessun calciatore attuale quindi?

«Forse Dybala. Lui in qualche giocata mi somiglia».