Il caos-AIA è sempre lì: ora serve un commissario

Le prossime elezioni minate dal possibile voto di scambio. Il CN a fine mandato rischia di vincolare i prossimi due anni
Edmondo Pinna
6 min
TagsAia

Sul tavolo, un faldone pesante, pieno di carte che si sono accumulate da anni, pieno di rancori, di lotte intestine, di clientelismo a discapito della tecnica (i risultati sono sotto gli occhi di tutti). E c’è anche una cartellina che riguarda un futuro (prossimo) che non ci vuole la Maga della Rai per vaticinare già pieno di maleodoranti contraddizioni. La questione-AIA sarà una delle priorità del nuovo presidente federale, anche perché chi lo ha preceduto (Gravina) ha provato fino all’ultimo giorno del suo mandato a metterci rimedio, con un progetto ambizioso (davvero la PGMOL all’italiana è finita così?) naufragato insieme a tutti al Bilino Polje di Zenica. I problemi, invece, sono rimasti tutti. E se possibile si sono incancreniti. C’è una questione di opportunità che sembra impossibile non vedere. C’è una questione tecnica che nasce già minata alla base. C’è la vicenda politica, incardinata alle altre due, in un circolo vizioso che sono una presa di posizione forte può scardinare. Gravina avweva immaginato un commissario per riscrivere regole e azzerare anni di dirigenti più vicini ai Mercanti del Tempio che a manager illuminati. Se vincerà Malagò, il nome che si occuperà della vicenda arbitrale c’è già... 

Possibilità di nomine biennali

Giuristi, ma anche dirigenti di società di alto livello, quando lo sentono sgranano gli occhi. Perché quello che succederà se non ci si metterà una pezza saranno nomine biennali (2028) fatte da una governance (o meglio, quello che resta) già erosa al suo interno (la presa di distanza fra vecchi compari, Massini e Affinito, è raccontata da più parti) che fra tre mesi potrebbe doversi dedicare ad altro, dopo le elezioni AIA fissate fra settembre e ottobre. E l’alta professionalità di Messina (prima “nominato”, poi “indicato” dal sito AIA come nuovo DT, a proposito di chi scrive... corbellerie) non c’entra nulla: Messina, ex designatore CAN (le teorie sul perché lasciò prima della scadenza sono differenti e non tutte rassicuranti), può proporre le nomine ma poi è sempre il Comitato nazionale che deve ratificarle (e dunque bocciarle). E questo CN doveva essere dismesso (per dignità; per per coerenza di ruolo; per buonsenso) da tempo, da quando il suo presidente (grazie al quale è stato eletto) Zappi è stato inibito per 13 mesi, decaduto dopo tre gradi di giudizio, ma ancora in possesso della benemerenza (che aspettano? Pensate, le nuove benemerenze non sono state ancora proposte, hai visto mai che a qualcuno venga in mente la questione...). E allora: può un Cd’a di un’azienda prossimo alla fine del mandato impegnare con scelte strategiche per milioni di euro (i costi arbitrali sono esorbitanti) la stessa azienda che potrebbe finire ad altri dirigenti? Gravina avrebbe potuto nominare il nuovo ct quando era ancora in carica, non l’ha fatto: dignità, coerenza, buonsenso. 

Devono essere nominate tutte le commissioni

C’è poi una questione tecnica. Il primo luglio inizia la nuova stagione e devono essere nominate tutte le commissioni, dalla A fino alla fine. Chi arriverà? Il nome di Orsato (la sua vicenda alla Procura federale per presunte sollecitazioni sulla votazione di un arbitro è vicina alla chiusura) aleggia sempre, anche in senso contrario. Lui il nome a causa del quale Zappi è decaduto per «indebite pressioni» su Pizzi e Ciampi. E allora: tornerà un nome dall’estero? Qualcuno dei “senatori” smetterà? O... 

La vicenda politica

Non ultima, la vicenda politica: fra settembre e ottobre si voterà il nuovo presidente dell’AIA. Da sempre (in particolar modo dall’autonomia) il terreno più fertile per il mercimonio dei voti. Figurarsi ora, quando le nomine potrebbero essere merce di scambio per un ticket in più. Affinito ha già radunato la sua squadra, dove (come si diceva) non c’è Massini ma Terzo e Falso come vice. Dall’altra parte, tante piccole cordate (dall’ex Trentalage&Baglioni a Pacifici&Zaroli, fino a Dondarini, che però potrebbe poi passare il Rubicone per un posto magari in una Commissione di C) che al momento non hanno trovato un accordo. Davvero la nuova Figc può permettersi tutto questo? Fino ad un mese fa il commissario non si poteva fare. Ora... 

 

 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calcio