Malagò, si aprono le riflessioni. E spunta l’idea Boniek
Losanna da membro Cio con sguardo alle Olimpiadi del 2032, l’incontro con il ministro Abodi e ieri al Foro Italico, perché si riuniva la Giunta del Coni, dove Giovanni Malagò è stato di casa per dodici, lunghissimi, anni. Curioso il destino. Come rivivere, nelle ultime 96 ore e da quando è stato eletto presidente della Figc, le tappe principali del suo percorso sportivo e istituzionale. Oggi si apre un week-end di profonde riflessioni, forse di colloqui e di consultazioni, se avrà concluso la fase di studio. «Sto leggendo i bilanci federali da 24 ore» ha raccontato a Palazzo H, confermando quanto si sapeva. Partirà dal budget, dalle risorse finanziarie disponibili ed eventuali, per impostare un piano di rilancio e di ricostruzione del Club Italia.
Il direttore tecnico prima del ct
Perché, banalmente, non si tratta solo di scegliere un allenatore, prerogativa riservata al presidente dall’articolo 24 dello Statuto. «Penso che arriverà prima il direttore tecnico, poi il ct». Qualcosa ha in mente. «Le priorità del calcio sono cinque o sei. Ora devo dare segnali all’interno del mondo federale e poi ci si rivedrà a breve per capire quali si possono risolvere velocemente, anche in relazione alla scadenza della legislatura». Davanti al Consiglio Nazionale del Coni non ha nascosto il fascino e le difficoltà dell’impresa. «Non pensavo, pronti via, ci potessero essere tante problematiche, ma sono felice del compito. Non era nelle mie proiezioni la Federcalcio. È una sana follia, ma il richiamo della foresta è stato più forte di tutto».
L'idea Boniek
Mercoledì, in Consiglio Federale, eleggerà i vicepresidenti (Simonelli e Calcagno) e ricompatterà la squadra “politica”. Partendo subito per la mission dedicata alla maglia azzurra, l’unica su cui può incidere a breve scadenza attraverso le scelte. Il ct (Mancini favorito o Conte) sarebbe solo una conseguenza del progetto tecnico-sportivo, da affidare a un ex calciatore. I tempi sono indicativi: due o tre settimane per ridefinire il Club Italia entro metà luglio. Malagò ha nominato gli ori di famiglia (Maldini, Del Piero, Baggio, Buffon) che evocano dolcissimi ricordi a Coverciano. Solo due di questi quattro nomi hanno affrontato un percorso dirigenziale. Maldini ha guidato il Milan e avrebbe tutti i requisiti per incidere in profondità, posto che abbia interesse, entusiasmo e voglia di calarsi in ruolo attivo. Buffon, senza la Bosnia, sarebbe ancora al suo posto e negli ultimi sette mesi (con Gattuso) stava allestendo un Club Italia dedito allo scouting. Un dirigente della Nazionale deve salire sull’aereo e andare a trovare Calafiori o Tonali in Inghilterra, guardare i giovani, tenere i contatti con i dirigenti della Serie A. Sono usciti i nomi di Albertini, Zola (vicepresidente Lega Pro), Ranieri e Bergomi. Occhio, perché nelle ultime ore negli ambienti federali sta venendo fuori una candidatura a sorpresa. Il nome non è solo suggestivo per il suo passato di calciatore: Zibì Boniek, ex Juve e Roma, possiede una profonda esperienza da dirigente. Ha guidato la federazione della Polonia, è stato vicepresidente Uefa. Vedremo. Si tratta di un campo largo o di un mare in cui pescare se l’estate di Sabaudia ispirerà il nuovo presidente. Ci vuole l’idea giusta. Si va verso il cambiamento, scelte scontate o per accontentare l’elettorato non sono previste.
