Mercato, nuovo ds e rinnovi: Ryan Friedkin arriva in Italia e prepara il piano per la Roma
ROMA - Certe storie, nel calcio, iniziano lontano dai riflettori, tra incontri blindati, dove il futuro prende forma prima ancora di essere annunciato. È successo poco più di un anno fa al Collegio delle Querce, resort extra lusso di Firenze di proprietà della famiglia Friedkin: lì, lontano da Trigoria e da occhi indiscreti, la Roma pose il primo mattone del nuovo corso incontrando Gasperini. Nessun summit al Fulvio Bernardini, la scelta di un territorio “neutrale” non fu casuale: Gasp era ancora formalmente legato all’Atalanta e la proprietà giallorossa volle muoversi con discrezione assoluta. Una mossa studiata, quasi diplomatica, che oggi racconta molto della strategia Friedkin.
Roma, il casting diesse
Perché tredici mesi dopo la scena si sta probabilmente ripetendo. Stessa linea, stessa riservatezza, stesso obiettivo: costruire il futuro prima che il presente finisca. Ryan Friedkin è tornato in Italia venerdì e si è immediatamente immerso nel casting per il nuovo direttore sportivo, figura destinata a lavorare fianco a fianco proprio con Gasp. Anche stavolta niente incontri a Trigoria, niente tavoli ufficiali. Il vicepresidente si sta muovendo tra Roma, Milano e Firenze, incontrando profili diversi, alcuni dei quali ancora sotto contratto con altri club. Segnali chiarissimi: la Roma non vuole perdere tempo. Perché il nuovo biennio giallorosso, di fatto, è già cominciato. Tra mercato, fair play finanziario, rinnovi da affrontare e la pianificazione del ritiro estivo, il nuovo direttore sportivo diventa una pedina imprescindibile da inserire subito nell’organigramma. La sensazione è che a Trigoria si stia preparando un’estate ad alta tensione e concentrazione, ma anche di enorme trasformazione.
Ryan e Corbin Friedkin al lavoro
Ryan Friedkin, arrivato senza il padre Dan che era atteso nella Capitale (e potrebbe presto raggiungerlo), si è fermato solo poche ore a Roma prima di ripartire ieri mattina restando però in Italia. Una presenza da uomo in missione. Al Fulvio Bernardini però è rimasto invece il fratello di Ryan, Corbin, che presidente e vice vogliono coinvolgere sempre di più nelle dinamiche romaniste. Il dossier diesse resta la priorità assoluta: il club vuole chiudere la partita nel giro di pochi giorni. Un’accelerazione che inevitabilmente coinvolge anche Massara. Il dirigente, scelto appena un anno fa da Claudio Ranieri dopo l’addio di Ghisolfi, ha ormai compreso quale sarà il suo destino. Aspetta il confronto definitivo con la proprietà, ma il percorso sembra già segnato: appena verrà scelto il successore, lascerà il club pur avendo un contratto fino al 2028. Ieri intanto era al Tre Fontane per celebrare lo scudetto della Femminile, e continua a lavorare a Trigoria con grande professionalità.
Roma, i temi
Poi arriverà il momento più delicato, quello delle decisioni pesanti. Quando R. Friedkin tornerà nella Capitale si siederà con Gasp per modellare la nuova Roma. La prima questione riguarda inevitabilmente il settlement agreement e il nodo plusvalenze. La Roma deve fare cassa e, salvo sorprese, almeno un big della rosa verrà sacrificato. Il club sta provando a trattare con l’Uefa per alleggerire le richieste economiche da soddisfare entro il 30 giugno, tentando magari di trovare l’accordo definitivo per uscire dal settlement agreement “solo” con una multa aggiuntiva. A proposito, ieri sono entrati nelle casse 4 milioni per la salvezza del Sunderland di Le Fée. Capitolo rinnovi: Gasp vuole la conferma di Pellegrini e Dybala, oltre che Mancini e Cristante. Poi acquisti: il budget arriverà indipendentemente dai ricavi delle cessioni. Una promessa che racconta la volontà della proprietà di sostenere davvero il nuovo ciclo tecnico.
E infine c’è il tema del ritiro estivo: la Roma sta valutando diverse opzioni tra Austria, Germania e Svizzera, alla ricerca del quartier generale ideale dove plasmare fisico, mentalità e identità della nuova squadra. La Roma vuole e deve accelerare nella progettazione, Friedkin adesso è atteso alla decisione della svolta, quella che indirizzerà il futuro della squadra e del club.
