Napoli, il cerchio di Allegri
Massimiliano Allegri torna in Champions dopo quasi quattro anni. L’ultima partita vissuta in panchina in questo torneo risale al 2 novembre 2022: Juventus-Psg 1-2. Fu la peggior Champions della sua carriera. Cinque sconfitte e una sola vittoria contro il Maccabi Haifa. Dal Psg all’Arsenal: le due finaliste di maggio. Lo scorso anno, la squadra di Arteta non perse neanche una partita in Europa. Concluse il girone a punteggio pieno: otto vittorie su otto. Demolì Atletico Madrid, Bayern e Inter. Neanche in finale perse. La sfida col Psg si concluse in parità, i Gunners si arresero ai rigori. Nelle ultime due Champions, l’Arsenal è arrivato in finale e in semifinale.
Al Maradona arriva l'Arsenal, il peggior avversario possibile per il Napoli
Visto il momento non proprio felice che sta attraversando il Psg, forse in questo momento sono la squadra più forte d’Europa e quindi del mondo. È il peggior avversario possibile per il Napoli. Il calendario si è divertito a disegnare un avvio terribile per Allegri. Como, Inter e Arsenal. Una dietro l’altra. Il trittico dell’inferno. Le prime due sono andate male. Malissimo la seconda, con una sconfitta subita in rimonta che brucia ancora. E chissà ancora per quanto tempo brucerà.
Napoli, il destino del calendario e l'inesorabilità del tempo
Al destino del calendario va aggiunta l’inesorabilità del tempo. Alle prime gare intense, l’infermeria ha accolto i primi ospiti. Anguissa si è già fermato: risentimento agli adduttori. E forse anche Neres avrà il suo certificato medico per problemi al ginocchio. Senza dimenticare McTominay operato ieri al cuore. E Marianucci e Buongiorno ai box da un bel po’. Meglio non calcolare l’età media delle due squadre. Ci limitiamo a osservare che tra i giocatori di movimento dell’Arsenal ce n’è uno solo che ha compiuto trent’anni: è lo spagnolo Mikel Merino che ha festeggiato lo scorso 22 giugno. Nel Napoli sono sette, e soltanto Anguissa è ancora sotto i 31. Gli altri sei sono: Rrahmani, Di Lorenzo, Politano, De Bruyne, Lobotka, Spinazzola.
Allegri, lo sguardo profondo dei capitani di lungo corso
Per fortuna, Allegri il lamento non sa nemmeno che cosa sia. Ha lo sguardo profondo dei capitani di lungo corso. Non si attarda in inutili recriminazioni. Sta lavorando affinché una rosa così esperta non commetta gli errori ingenui che hanno determinato le sconfitte contro Como e Inter. Max non è spaventato. Crede nei suoi uomini e non vede l’ora di dimostrarlo. Ha avuto la conferma - ma dubbi non ne aveva - che lì fuori lo aspettano per demolirlo. Ma non ci pensa. Prevale l’emozione per il ritorno di quella musichetta che ha ascoltato due volte in finale.
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