Inter come il Titanic

Leggi il commento sui nerazzurri di Chivu dopo il ko contro il Bruges a San Siro, il secondo di fila in Champions League
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Alberto Polverosi
Alberto Polverosi

5 min

Pubblicato il 14.10.2026, 09:43

Bruges organizzato ed efficace

Aveva cominciato bene la squadra di Chivu, ma il Bruges non si è fatto mai intimorire, né dalla qualità dei campioni d’Italia, né dal loro stadio. I belgi non hanno aspettato, hanno risposto subito, alla loro maniera, con una efficace organizzazione che coinvolgeva soprattutto gli esterni. Si è giocato molto sui duelli, Diouf contro Virgili, Dimarco contro Carlos Forbs. Due saette quelle del Bruges, due ali che puoi fermare solo giocando d’anticipo, a campo aperto non le prendi. Stavano larghissime lasciando Tresoldi da solo al centro dell’attacco, era un modo pensato per avere spazio dove scatenare la velocità di quei due. Velocità che è costata all’Inter la rete dell 0-1. Da palla-gol fallita a gol subìto, è stato un attimo. Quando Carlos Forbs è partito poco oltre la propria area, l’Inter era tutta nella stessa area per il calcio d’angolo, il fallo di Calhanoglu è stato inevitabile come la rete su rigore di Tresoldi.

 

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Un crollo senza ragione per la squadra di Chivu

Un gol preso in contropiede, peraltro in casa e in una partita da vincere, non ha però spento l’Inter. Anzi. La personalità, il carattere e l’aggressività l’hanno spinta di nuovo in avanti e Lautaro l’ha riportata in parità a un minuto dalla fine del primo tempo. Diciotto tiri a sei all’intervallo erano la conferma della superiorità dell’Inter. Superiorità sempre più evidente a inizio ripresa, quando i nerazzurri hanno pensato, commettendo un errore imperdonabile, di avere ormai la partita in mano. E in quel momento la squadra di Chivu è franata, ma di brutto. Era il crollo di una squadra che si era persa senza alcuna ragione. Appena preso il secondo gol in contropiede, l’Inter è uscita dalla partita. Un altro palo del Bruges e poi il 3-1, là dietro era il ballo di San Vito, giocatori del livello di Akanji, Bastoni, per non parlare dell’errore incomprensibile di Josep Martinez sul secondo gol belga, sono scomparsi. L’Inter è rimasta frastornata, rintronata com’era nella propria area. C’è voluto un bel po’ prima di riprendersi ed è stato ancora il suo capitano a rimetterla in partita. Poi la quarta rete col terzo contropiede dei belgi, che avevano il doppio delle energie. C’è un dato che deve far riflettere e che ha inciso su questa partita: tolti i due portieri, l’età media del Bruges titolare era di 24,3, quella dell’Inter di 28,5. Quattro anni di differenza e si sono visti.

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