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L’Italia in purezza

Leggi il commento del direttore del Corriere dello Sport - Stadio
Ivan Zazzaroni

Pubblicato il 03.10.2026, 07:15

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Ci sono tante buone ragioni per cominciare ad amare questa Nazionale che non ha ancora 25 anni (24,6 l’età media della formazione iniziale). Alcune, le principali, le abbiamo ricavate ieri sera dal test dello Stade de France. Nelle stagioni dello sconforto mondiale, troppe, infinite, chiedevamo ripetutamente ai nostri di giocare con coraggio, di dare tutto fino alla fine, di onorare la maglia e, possibilmente, di farci divertire. Bene, contro la Francia il coraggio non è mancato, soprattutto dopo il gol di Olise, nessuno si è risparmiato e la maglia è stata onorata da tutti, per cui guai a complicare questo percorso di crescita che ha del sorprendente per tempi, modalità e risultati.

Le partite si dividono in due parti - e questo lo sappiamo - a me è bastata la prima per ritrovare il piacere di assistere a qualcosa di nostro, a una prestazione da Italia pura e tradizionale, pur se con evidenti accenti di contemporaneità. La buona difesa è la storia del nostro stare al mondo, delle ferite che il campo ci ha inflitto, della nostra capacità di elaborarle. Il contropiede è la risposta, la reazione, per noi è natura.

La Francia ci è decisamente superiore per valori tecnici assoluti e esperienza internazionale, eppure nel primo tempo siamo riusciti a contenerla rischiando nulla. Meglio, creando almeno tre palle gol chiarissime.

Anche nel periodo di maggiore sofferenza, subito dopo l’intervallo, siamo stati Italia. Ha tenuto in vita il risultato Donnarumma che ha ricordato ai francesi di essere tra i più forti del mondo. E alla fine il pari l’abbiamo meritato ampiamente chiudendo all’attacco e cercando quasi con disperazione il 2-1.

A livello di attenzione e spirito di sacrificio siamo stati splendidi: mi sono piaciuti in particolare Sebastiano Esposito, Fagioli, Frattesi e Kayode, nel complesso tutti hanno giocato con lucidità e personalità. Tra i migliori anche Bastoni, Vergara, subito efficace e aggressivo, ma anche Pio, che ha lottato a lungo, preso in mezzo da Jacquet e Upamecano.

Mancini in pochi giorni ha fatto un miracolo, un lavoro eccellente sul piano mentale: la squadra ha acquisito una sicurezza davvero incoraggiante. L’autostima non sembra più inquinata dal passato.