
Sì Italia, questa è la strada giusta
Questa è l’Italia. Nella versione più classica e più vera, l’Italia che la storia ci ha consegnato e che finalmente abbiamo rispettato e onorato. Questa è la nostra strada, sofferenza e reazione, difesa e ripartenza. Se gli avversari sono più forti di noi non ha senso affrontarli sul loro terreno, se hanno più qualità (e con i francesi sotto questo aspetto non c’è confronto) dobbiamo spostarla su un altro piano, sull’organizzazione, sulla difesa, sulla forza. Ed è quello che la Nazionale di Mancini ha fatto dall’inizio alla fine della partita. Un bel dispetto a Zidane al ritorno con debutto nello stadio del suo trionfo.
L'Italia dei nostri padri
Stavamo giocando contro la più forte nazionale europea insieme alla Spagna e fino all’intervallo l’abbiamo fatta sudare e l’abbiamo pure impaurita. Non piaceva l’Italia perché non stava dominando? Perché non imponeva il suo gioco? Perché si difendeva? Se qualcuno, abbagliato dal calcio spagnolo, la pensava così, affar suo. Questa è l’Italia perché sa difendere come hanno insegnato i nostri padri e sa ripartire. E perché quando siamo in vera difficoltà, possiamo contare su un’altra nostra grande tradizione, quella dei portieri, da Zoff a Buffon e ora a Donnarumma, anche ieri un gigante.
Cuore, testa e personalità
Il primo tempo degli azzurri al Saint-Denis è stato perfetto come organizzazione, spirito e compattezza. Ci siamo difesi e abbiamo avuto due clamorose palle-gol, la Francia, col suo carico di fenomeni e di Palloni d’Oro, ha attaccato ed è andata a sbattere il muso sul muro di Bastoni e compagni. All’intervallo, zero parate di Gigio. Abbiamo giocato bene, molto bene, la partita che potevamo giocare. Sempre dentro alla sfida, ci siamo abbassati quando la pressione dei francesi si è fatta asfissiante, ma di spazi non ne abbiamo concessi, di pericoli non ce ne sono stati. Non poteva essere la stessa partita di Bursa, la dimensione tecnica degli avversari di ieri sera è irraggiungibile per noi e per tante altre nazionali, Mancini l’ha pensata e preparata in modo diverso, senza vergognarsi a proteggere la difesa con Frattesi, Tonali e Fagioli. L’Italia era squadra almeno quanto la Francia, che affidava il suo gioco d’attacco agli spunti di Olise e Doué, ma su quei due giocatori straordinari raddoppiavano di continuo Kean e Sebastiano Esposito. Non abbiamo assistito alla partita dei Bleus, gliel’abbiamo complicata, l’abbiamo resa vischiosa togliendo ogni spazio e alla fine l’abbiamo pareggiata. Col cuore, ma anche con la testa, con la personalità.
Questa è la nostra strada
Quando la Francia a inizio ripresa ha fatto la Francia, alzando ancora di più il proprio livello tecnico è entrato sulla scena Donnarumma e quando poi Olise ha piazzato il suo colpo da fantascienza, l’Italia non si è persa come era successo all’Olimpico col Belgio. Ha ritrovato energia e fiducia e la rete di Bastoni, che quasi davanti all’area francese ha rubato la palla a Da Cunha, ne era la conferma. Volevamo quel gol a tutti i costi. In due partite Mancini si è fatto delle idee precise, i due soli cambi (Calafiori per Ruggeri e Kean per Raspadori) rispetto alla trasferta in Turchia hanno un significato chiaro, dicono che il ct ha inquadrato la situazione. La conferma dei giovani (molto bene Kayode, ha una forza mostruosa, e bene anche Sebastiano Esposito) gli offre altre soluzioni interessanti. Hanno entusiasmo e coraggio. Sanno difendere e attaccare. Questa è la nostra strada. Senza esaltarsi, con equilibrio, ma siamo in piedi e lottiamo. ©riproduzione riservata
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