Cristiano fermo tra i giganti

Il Mondiale è partito alla grande per tutte le stelle, tranne che per quella meno giovane ma più attesa di tutti
Alberto Polverosi
Alberto Polverosi

4 min

Pubblicato il 18.06.2026, 09:08

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La scena era finalmente dei campioni. Aveva cominciato Vinicius, gol spettacolare al Marocco con una botta a 101 chilometri all’ora stampata sotto la traversa di Bono; aveva proseguito Havertz, doppietta facile nel 7-1 alla Germania contro Curaçao; poi era toccato a Mbappé, quarantacinque minuti sonnecchiosi, gli altri quaranticinque imperiosi, con doppietta e primo posto nella classifica dei marcatori di tutti i tempi dei Bleus; poche ore dopo ecco Haaland, altra doppietta; per superarli ci voleva qualcosa di speciale e a questo ci aveva pensato Messi, uno, due, tre gol, subito, tanto per chiarire che al tavolo dei grandi, dei più grandi, lui è ancora lì e il posto che gli spetta è quello del capotavola. Quindi l’exploit di Kane. Il Mondiale delle Americhe era partito così, i grandi al centro del palco. Non proprio tutti però. All’appello è mancato clamorosamente il meno giovane, ma anche il più atteso (insieme al suo rivale argentino), il quarantunenne Cristiano Ronaldo. Non solo perché non ha segnato, non solo perché la squadra di cui è capitano ha pareggiato con la Repubblica Democratica del Congo, ma soprattutto perché nei 90 minuti di Houston non s’è mai visto. Càpita anche ai fuoriclasse, certo, però questa “stecca” può creare dei problemi a CR7 e al Portogallo, per sentirsi tranquilli devono vincere la prossima contro l’Uzbekistan, la squadra allenata da un altro Pallone d’Oro, il nostro Fabio Cannavaro.

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Cristiano 0... Messi 3

Lo hanno cercato per tutta la partita e quando finalmente lo hanno trovato (due assist di Conceicao nel secondo tempo), Ronaldo ha sbagliato la conclusione (togliendo pure la palla-gol a Bruno Fernandes) e subito dopo è stato anticipato. A parte lo juventino, gli altri non lo hanno aiutato granché. Cristiano aspettava che il gioco lo raggiungesse, fermo in mezzo ai giganti del Congo, del resto ha segnato così i 143 gol per la sua nazionale, ma quel gioco, quella palla finiva sempre altrove. Di sicuro non gli ha dato una mano Leao, entrato a metà ripresa stile-Milan: sembrava lì per caso, come se facesse un favore al ct Martinez, così come lo faceva ad Allegri. Il risultato finale del primo duello a distanza dei Palloni d’Oro è netto: Messi 3, Ronaldo 0. Ne riparliamo alla seconda giornata. Volgendo lo sguardo dall’altra parte, immaginiamo come si sentiranno Kapuadi, Tuanzebe e Mbemba, a Kinshasa avranno una grande storia da raccontare: «Noi abbiamo fermato Ronaldo». Quello che non potranno dire gli algerini, perché Messi ha sbriciolato la loro difesa. Sembrava quello del Barcellona, altro che Inter Miami. Palla a lui e iniziava lo spettacolo. Come ai bei tempi. Leo ha fatto impazzire l’Argentina. Non aveva più l’ossessione del confronto con Maradona, in Qatar pure lui aveva vinto il Mondiale e contro l’Algeria era libero di mente. Volava a Kansas City, giocava col sorriso sulle labbra facendo innamorare ancora di più la sua gente.

Un Mondiale da... record

Per il 10 di Rosario e anche per Mbappé, questo Mondiale potrebbe trasformarsi in un record assoluto. Con i tre gol all’Algeria, Messi ha raggiunto Miro Klose al comando della classifica dei bomber di tutti i Mondiali, 16 gol a testa, ma il francese, con la doppietta al Senegal, è salito a 14, ha staccato Pelé (oh, Pelé), il francese Fontaine ed ha agganciato Gerd Müller. Che storia, anche questa. 

 

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