Pagina 2 | Paratici a ruota libera: "Il futuro di Kean? È un patrimonio della Fiorentina, però..."
Paratici spiega l'addio di Vanoli: "Ha fatto un grandissimo lavoro, ma un buon capo..."
Passaggio doveroso sulla separazione con Paolo Vanoli, che ha avuto il merito di salvare la Fiorentina quando la squadra sembrava davvero sull'orlo del baratro: "Siamo stati concentrati fino all'ultimo minuto dell'ultima giornata con Paolo Vanoli e su quello che dovevamo fare in questa stagione sportiva. Ha fatto un grandissimo lavoro. Credo che in questi ultimi cinque mesi abbiamo fatto un bel lavoro per supportarlo. Come dissi, l'allenatore è il ‘Re Leone’ nello spogliatoio, quindi noi dobbiamo metterlo nelle condizioni migliori possibili per rendere al massimo. Credo che lo abbiamo fatto, e lui è stato bravissimo a portare avanti una situazione molto complicato", ha ricordato Paratici.
Da Vanoli a Grosso, Paratici: "Era l'unico candidato"
In chiave futura, però, qualcosa è cambiato. Da qui, la scelta di Fabio Grosso: "Poi, quando si è a capo di un qualsiasi gruppo, si è chiamati a prendere delle decisioni. E le decisioni non sono basate su ciò che una persona ha fatto. Un buon capo è costretto a decidere per il bene di un gruppo su quel che si farà, che sarà o che si potrà fare. Siamo arrivati alla fine del campionato, ci siamo presi il nostro tempo per non essere ‘emotional’ nel prendere le decisioni. Certe decisioni sono sempre molto difficili quando si sta tutto il tempo tutti i giorni con una persona. Si creano rapporti umani. Abbiamo lasciato un attimo scendere questa emozione, abbiamo ragionato un attimo in maniera un po' più razionale e abbiamo preso questa decisione. Grosso? Era l'unico candidato. Ci piaceva il profilo e tutto quello che ne segue".
Paratici chiarisce: "Non accetto una situazione piatta, non mettiamo limiti di posizione in classifica"
Sull'obiettivo stagionale, Paratici ci ha poi tenuto a fare chiarezza: "Non ho parlato di sesto o quattordicesimo posto. Chiarisco bene: per carattere sono una persona molto competitiva. Non accetto da me stesso di essere ‘flat’, di essere ottavo tutti gli anni. Storicamente la Fiorentina è un club che fa 55 punti, non parlo neanche di posizioni, ma di punti. Le posizioni a volte sono dati da degli exploit. Il Napoli fece 90 punti e non vinse il campionato. Non voglio parlare di posizioni, voglio parlare di costruzioni nel tempo. Da me stesso non accetto una situazione piatta, di arrivare quattro anni di fila ottavo. La storica posizione della Fiorentina è sesta, settima, ottava. Bisogna cercare di prendersi dei rischi per costruire qualcosa per cui ci vorrà più tempo. Prenderemo critiche, dovremo attraversarle. Non fare il calciomercato per arrivare in una certa posizione".
Tempo di programmare: "Faremo un lavoro che comprenderà l'organizzazione societaria, la mentalità, la cultura sportiva, la gestione del centro sportivo per far sì che la Fiorentina sia competitiva per arrivare al massimo possibile in termini di punti. Che non vuol dire arrivare in Champions League o in Europa League o meno, ma che vuol dire che sia al massimo della sua potenzialità. Non mettiamo limiti in alto e di posizione. Cerchiamo di fare quanti più punti possibile. Questo è quello che faremo, e non è una questione di calciomercato. È una questione di costruzione di un progetto, di un obiettivo societario, di una visione. Che esula dal comprare un calciatore o un altro. Comprare un calciatore è la cosa più fashion, ma noi siamo concentrati a costruire una società che duri nel tempo, che abbia delle competenze specifiche di alto livello, con una forma mentis internazionale. Questo ci aiuterà a fare più punti possibile. Se poi questo non arriverà in sei mesi o in un anno, arriverà in due".