Argentina-Fiorentina, le frontiere aperte

C’è un forte legame che unisce i viola e il paese sudamericano: Montuori e lo scudetto 1955-56, è di Batistuta il primato del gol
Alberto Polverosi
Alberto Polverosi

4 min

Pubblicato il 09.08.2026, 10:29

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I primi sudamericani arrivano dall’Uruguay. Nel 1930 la Celeste ha vinto il primo mondiale della storia del calcio e nel ’24 a Parigi e nel ’28 ad Amsterdam ha conquistato la medaglia d’oro alle Olimpiadi. Firenze diventa il regno di Pedro Petrone, l’artillero, che nel ’32 vince la classifica dei cannonieri insieme al bolognese Schiavio con 25 gol. La Fiorentina dovrà aspettare più di sessant’anni prima che un altro sudamericano, stavolta un argentino, raggiunga lo stesso traguardo: Gabriel Batistuta, 26 gol nel campionato 94-95 e anche una Coppa Italia e una Supercoppa in bacheca. Ma già prima di Batigol il legame fra Firenze e Buenos Aires è fortissimo e questa è forse la prima ragione che ha convinto Franco Mastantuono a scegliere la Fiorentina. Ce ne sono altre due. La seconda: dal River Plate, la sua squadra in Argentina, a Firenze sono arrivati Passarella, Pezzella, Simeone e c’è passato anche Batistuta. La terza: con i suoi connazionali la Fiorentina ha vinto o c’è andata vicino. Sono segnali incoraggianti.

 

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Gli scudetti e le coppe della Fiorentina con gli argentini

Il primo della lunga serie di argentini in riva all’Arno è anche quello che conquista il trofeo più prestigioso: Miguel Montuori è il 10 del primo scudetto viola, fa coppia con il più forte brasiliano dell’epoca, Julinho, e quei due fanno esplodere Firenze. Montuori viene acquistato dalla Fiorentina quando gioca in Cile, nell’Universidad Catolica. Forse è solo un caso, ma Miguel è nato a Rosario, che sarà la città di Leo Messi, la culla dei 10. Negli stessi anni un altro argentino fa impazzire i fiorentini, Francisco Lojacono, centrocampista offensivo, di una tecnica sublime. Ama la dolce vita e Claudia Mori, prima di sposarsi con Adriano Celentano, è una delle sue fidanzate. Raccontava che una volta, quando giocava nella Roma, fece l’amore con una ragazza romana fino a due ore prima della sfida con la Juventus. «Eppure giocai una grande partita, mi feci male a un braccio, rientrai in campo e segnai un gol bellissimo». 

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