Argentina-Fiorentina, le frontiere aperte
Quello scudetto soffiato dalla Juve alla Fiorentina
Spettacolo e risultati, questo portano gli argentini a Firenze. Daniel Bertoni, il puntero, sfiora il terzo scudetto nel memorabile campionato 81-82: all’ultima giornata la Fiorentina, fra mille polemiche, pareggia a Cagliari e la Juve, fra le stesse mille polemiche, vince su rigore a Catanzaro e soffia lo scudetto ai viola. Ero a casa di Daniel, in via Stoppani, quartiere Campo di Marte, quando arrivò la notizia della sua cessione al Napoli e l’ho visto piangere come un bambino. Il capitano della nazionale campione del mondo del ‘78, Daniel Passarella, arriva a Firenze due anni dopo Bertoni e nell’83-84 la squadra allenata da De Sisti chiude il campionato al terzo posto giocando un calcio splendido, con due soli difensori puri, Contratto e Pin, perché anche Passarella, istituzionalmente un difensore, è in realtà un attaccante aggiunto: in quel campionato segna 7 gol. L’ultimo argentino a lottare per lo scudetto è Batistuta e proprio uno brutto infortunio, nella sfida diretta col Milan (anno 98-99), cancella ogni speranza. Dopo Bati è Nicolas Gonzalez ad alzare il livello della Viola che con l’attaccante argentino arriva in tre finali, due di Conference League e una di Coppa Italia. A Nico manca il colpo decisivo per lasciare un segno come altri suoi connazionali: quelle finali la Fiorentina le perde tutt’e tre.
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