Gattuso uomo allo specchio
Stasera Gattuso si gioca la chance di entrare nella storia della Lazio. E se la giocherà in un Olimpico semivuoto. Mai la società biancoceleste ha vinto le prime quattro partite di campionato. Né con Chinaglia né con Cragnotti. Con nessuno. La Lazio è lì, in testa. E nessuno se l’aspettava. Anche perché le condizioni ambientali sono quelle che sono. Una squadra che lavora, respira e gioca in un clima surreale. Eppur si vince.
La Lazio è molto più solida di quello che sembra
A Bologna. Contro il Genoa. E a Udine in rimonta. Quattro gol: tre di Frattesi e uno di Gudmundsson. Due acquisti dell’estate. Gli altri due sono Pinamonti e Sutalo. Più gli svincolati Doekhi e Pedraza. Non ce ne vorranno i tanti laziali da anni in conflitto con Lotito ma abbiamo visto mercati decisamente peggiori persino in squadre partite per lottare per i primi posti in classifica. La Lazio è molto più solida e ben costruita della narrazione imperante. Al tempo stesso, Gattuso sembra essere l’uomo giusto al posto giusto al momento giusto. È stato un incontro astrale perfetto quello tra Rino e la Lazio. Quegli strani incontri tra persone che stanno vivendo periodi di profonda riflessione. Gattuso chissà quante notti avrà trascorso a pensare a quei maledetti rigori in Bosnia. A quella qualificazione che sembrava a portata di mano e poi ha cominciato a scivolare via con l’espulsione di Bastoni. Ne ha subite di amarezze in panchina l’ex mediano del grande Milan. A volte le batoste fanno anche bene. Lui ne ha prese tante. E ha trovato una squadra in cui si è potuto specchiare. Composta da giocatori bravi e al tempo stesso smarriti. Storditi da una situazione surreale: giocare in uno stadio vuoto persino da primi in classifica. È come se si fossero capiti al primo sguardo. È come se fosse nata una sintonia che è umana prima che calcistica. Come se si fossero riconosciuti. Bravi e sottodimensionati. E ora gliela facciamo vedere noi. Stasera Rino ritrova la squadra che lo ha reso grande. In passato - per l’ansia di affermare un Gattuso allenatore diverso dal Gattuso calciatore - ha spesso dichiarato che il mediano che fu, nella sua squadra non avrebbe giocato. Magari ha cambiato idea. È diventato meno integralista. Più inclusivo. Chi ti porta energia e voglia di emergere, ti porta un tesoro. È quel che lui sta portando alla Lazio. Ed è quello di cui la Lazio aveva bisogno. Stasera Rino e la squadra si ritroveranno nella solitudine dell’Olimpico. E in quel deserto la voglia di entrare nella storia potrebbe diventare ancora più forte.
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