Le scelte di mercato del Milan

Leggi il commento sul rendimento dei nuovi acquisti rossoneri e sulla gestione Amorim in questo avvio di stagione, tra campionato ed Europa League
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Franco Ordine
Franco Ordine

4 min

Pubblicato il 23.10.2026, 09:50

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Se vogliamo dare una chiave di lettura attendibile alla serata disastrosa del Milan in Inghilterra, è indispensabile partire dalle scelte e dalla gestione del mercato estivo. Perché è su quelle settimane che bisogna puntare i riflettori per capire le conseguenze amarissime conosciute ieri sera. A cominciare da talune discutibili decisioni di natura tecnica.

Milan, capitolo attacco: da Ramos a Camarda, fino al mercato estivo

Per esempio: lasciare dietro Gonçalo Ramos, l’acquisto più costoso dell'era Cardinale, il giovane Camarda quale unica alternativa. E non certo per mancanza di fiducia nei confronti del giovanotto che ha appena 18 anni, una maturità fisica non ancora completata e un futuro tutto da scorprire. Anzi, al contrario, sembrano eccessive le aspettative (legittime) di genitori, procuratori e tifosi che invece di contribuire a farne emergere il talento, lo penalizzano perché si aspettano sempre che da un momento all’altro sollevi da solo le sorti dell’attacco rossonero. E invece questi ragazzi si accompagnano a saltare l’asticella centimetro dopo centimetro invece di porlo davanti a una montagna all’improvviso. Così, dopo l’esperimento di Salisburgo non molto convincente, Amorim ha deciso di lasciarlo in panchina e di puntare su Cisse che centravanti non è mai stato né mai lo sarà. Anzi, stritolato tra un paio di gendarmi inglesi, stando puntualmente spalle alla porta può soltanto esporsi a fare puntuali brutte figure con quei marcantoni.

Altro capitolo, non è la prima volta che affrontiamo l’argomento: Estupinan. Sul giovanotto Amorim si è speso generosamente qualche ora prima della sfida dichiarando la sua fiducia nel colombiano, anzi mostrando il petto alle critiche per metterlo al riparo dalle critiche. "Prendetevela con me, sono io che ho deciso di non farlo partire nonostante le richieste pervenute dal resto d’Europa" la spiegazione. Dopo il primo tempo solito, scandito da gravi incertezze e palese incapacità di vincere qualche duello difensivo, è entrato Bartesaghi quale sostituto naturale nel ruolo e durante la frazione più complicata, la seconda. La domanda successiva è inevitabile: ma c’era bisogno di mandarlo incontro a un’altra figuraccia per capire che di questi tempi Bartesaghi che non sarà Paolo Maldini ma è sicuramente più affidabile del colombiano? Attendiamo qualche risposta sul tema.

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Le scelte di mercato del Milan

Il resto appartiene alla costruzione complessiva della rosa che nell’occasione si ritrova a dover fare i conti con una striscia di disgraziati infortuni (da Gabbia a Saelemakers, da Ramos a Chukwueze i più recenti) che devono essere messi in preventivo da parte di chi abbia un minimo di esperienza. La riflessione conduce tutti al prossimo appuntamento del mercato (finestra invernale) per capire che certi calcoli devono essere rivisti e che probabilmente servirà non uno, non due ma un robusto piano di rafforzamento (qualora il Milan riuscisse nell’impresa - perché dopo due sconfitte in tre turni di impresa si tratterebbe - di qualificarsi alla fase successiva della coppa) per evitare che si verifichi lo stesso corto circuito della scorsa stagione (i rinforzi richiesti da Allegri rimasti lettera morta). A dire il vero l’unico conforto di questa serata da dimenticare è concentrato nel debutto di un paio di ragazzi della “cantera” rossonera. Diawara, entrato al posto di Tomori è uno; l’altro è Christian Comotto (classe 2008), centrocampista, al debutto assoluto dopo tanta panchina. Impossibile giudicarne la resa, di sicuro possono diventare il futuro senza accelerare sul loro processo che può solo provocare gravi contraccolpi.

 

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