Favasuli, l'energia che serve al Napoli

Leggi il commento alla prova dell'esterno azzurro e di tutta la squadra
Pasquale Salvione

Pubblicato il 14.09.2026, 08:13 (Aggiornato il 14.09.2026, 09:11)

NapoliNapoli Tutte le notizie sulla squadra

Contava solo il risultato. Allegri se lo è preso alla sua maniera, di corto muso. Per cancellare le tre sconfitte consecutive e rimettersi in marcia dopo un avvio di stagione molto difficile. I tre punti con il Bologna pesano il doppio, ridanno un po’ di morale alla squadra in vista della partita con la Fiorentina e della lunga sosta di tre settimane. Sarà quello il momento in cui il Napoli dovrà rimettere insieme i pezzi per ripartire definitivamente. Uomini chiave come McTominay e Anguissa, forma fisica, energie nuove, qualità di gioco: Max sa che il processo di costruzione è ancora lungo. 
Per ora può accontentarsi della determinazione con cui la sua squadra è andata a prendersi la prima vittoria al Maradona. Inseguita con rabbia e determinazione, con un secondo tempo giocato quasi sempre nella metà campo avversaria. Con l’energia e l’entusiasmo di Favasuli, il migliore in campo del Napoli. Era entrato bene con l’Arsenal, ha fatto ancora meglio con il Bologna. Non ha sbagliato una palla, ha corso lungo la fascia senza fermarsi mai, ha difeso ma è stato anche uno dei più vivaci in attacco. Ha fatto un paio di giocate che hanno strappato applausi ai 43.000 del Maradona, è stato decisivo anche nell’azione del gol partita con l’assist per Lobotka. « Abbiamo bisogno di giocatori così » , ha detto Allegri a fine partita. Se tutti giocano con lo spirito di Favasuli diventa tutto più facile. Perché a questo Napoli non serve solo qualità e organizzazione, ma anche benzina. La sosta servirà anche a questo, a fare rifornimento. A ritrovare grinta, fame, voglia di vincere.  
Le stesse che mette in campo un campione come De Bruyne, anche ieri esemplare per cifra tecnica, applicazione e impegno. Quando ha fatto un passaggio con tunnel all’avversario ha fatto saltare tutti dalle sedie. Giocate così non si vedono tutti i giorni. Così come non è scontato vedere un campione di 35 anni rincorrere gli avversari e lottare su tutti i palloni. Lo hanno fermato solo i crampi, prima aveva fatto capire quello che può dare giocando trequartista dietro la punta nel 4-2-3-1. Sta crescendo di partita in partita, Allegri sta provando a metterlo nelle condizioni migliori per esibire tutto il suo talento. Sa che nella sua comfort zone può fare ancora la differenza.  
Quella che fa da anni al centro del campo Lobotka, l’equilibratore del Napoli. La mente dei due scudetti, il play che si diverte a far girare la squadra e che ogni tanto riesce anche a scrivere il suo nome nel tabellino dei marcatori. È la quarta volta in azzurro, forse quella più importante perché è valsa tre punti in un momento molto delicato. I senatori servono anche a questo, a tirare fuori i compagni dalle difficoltà. Allegri sa di avere un gruppo di grande qualità, ora deve cercare di portare tutti a rendere al massimo. Dopo la trasferta di Firenze e le tre settimane di sosta, il Napoli avrà un tour de force senza precedenti: 9 partite in 29 giorni. Dal 10 ottobre all’8 novembre giocherà contro Frosinone, Villarreal, Venezia, Bodø , Roma, Monza, Juve, Porto e Lazio. Una sequenza terribile, in cui bisognerà alzare i giri del motore. I tre punti con il Bologna devono essere solo il punto di ripartenza.