
Roma, da gennaio sei la regina d’Europa
La squadra sta crescendo in maturità, in consapevolezza, ora conosce bene le sue risorse, sa quali sono le sue possibilità: i dettagli
Stavolta Ranieri ha fatto prima. Non ha aspettato il secondo tempo per i cambi, ci ha pensato alla vigilia e rispetto alla gara di giovedì ne ha messi dentro nove, belli freschi, pimpanti e subito in partita. Subito vuol dire subito, 22 secondi per l’esattezza. Prima irruzione nella metà campo dell’Empoli, primo attacco e gol, con un’azione costruita da Shomurodov e Salah-Eddine e conclusa col sinistro affilato da Soulé. Ovviamente nessuno dei tre era stato schierato fra i titolari contro l’Athletic. Ma ormai questa storia delle sostituzioni, prima o durante la partita, sta diventando un dettaglio, una curiosità, rispetto a quanto sta facendo vedere la Roma in questo 2025. Dodicesima partita senza sconfitte, quinta vittoria di fila, quarta consecutiva in trasferta (e prima di questa serie non vinceva da una vita lontano dall’Olimpico) e dall’inizio di gennaio è la squadra che nei primi 5 campionati d’Europa ha fatto più punti (26). Tutto questo in una gara dove lo spreco di occasioni da gol (una traversa e un palo, fra l’altro) è stato esagerato, con un dominio totale, col grande doppio sorpasso su Milan e Fiorentina e la conquista del settimo posto, che potrebbe significare (la garanzia ancora non c’è) piazza Conference.
Roma, che crescita con Ranieri
La Roma sta crescendo in maturità, in consapevolezza, ora conosce bene le sue risorse, sa quali sono le sue possibilità. Se Ranieri ribalta tutto il centrocampo, schierando Abdulhamid da una parte e Salah-Eddine dall’altra, sa di trovare comunque le energie necessarie per mettere sotto l’Empoli. Se chiede a Soulé di fare il Dybala, sa che, pur non essendo la stessa cosa, può ottenere comunque un ottimo risultato. Soulé è stato decisivo come a Parma, si è preso la scena e l’ha divisa con Paredes e Koné. Partite come queste servono anche per riportare Pellegrini al suo livello. Finora è stata una stagione strana quella del capitano, cominciata con una bufera di polemiche, trascorsa in buona parte in un limbo di amare riflessioni, fin quando ha rivisto la luce grazie a Ranieri. Ieri sera si è di nuovo impadronito del ruolo che uno come lui deve occupare nella Roma, non il ruolo in campo, ma quello del capitano, di uno che tiene insieme la squadra.
Non mancano i difetti
Non è mancato anche un difetto nella partita dei giallorossi, un difetto che non si è rivelato grave solo perché l’Empoli ci ha provato davvero soltanto all’ultimo secondo dell’ultimo minuto di recupero. Gli errori della Roma in zona-gol sono stati tanti, tantissimi, troppi. Una squadra che tira 16 volte verso la porta, di cui 7 dentro lo specchio non può arrivare al 90' sull’uno a zero. Sono partite da chiudere prima, ma Shomurodov e Dovbyk non sono stati abbastanza cattivi. E a proposito di cattiveria (di assenza di cattiveria) va fatto un discorso sull’Empoli. Era in piena emergenza, aveva dieci giocatori in infermeria, ma l’atteggiamento di ieri non va bene per una squadra che sta lottando per la sopravvivenza in Serie A. Ventidue secondi per prendere gol sono stati la prima dimostrazione di come sia entrata in campo la squadra di D’Aversa, che poi ha giocato la stessa partita dello 0-5 contro l’Atalanta, l’unica differenza sono stati i gol, ma se anche ieri fosse finita con lo stesso punteggio nessuno avrebbe aperto bocca. L’Empoli di Marassi della scorsa settimana, ecco la squadra che può lottare per la salvezza, quella di ieri sembrava già arresa. Non può e non deve essere così.
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