Roma, un’identità fortissima
Chissà se l’incubo degli ultimi, folli dieci minuti della gara contro il Real Madrid, quelli che hanno rovesciato in maniera surreale una storia bellissima, era ancora piantato nelle menti dei giocatori della Roma al momento di cominciare la sfida contro lo Slovan. Cioè di riabbracciare la Champions. Una Roma ben diversa rispetto a quella che aveva affrontato l’ex Mou, certo, ma questo talvolta conta poco. Specie quando ci sono di mezzo un gruppo unito, solido e, soprattutto, un botto così clamoroso alle spalle. A giudicare dall’andamento del confronto con gli slovacchi, Gian Piero Gasperini ha insegnato ai suoi (anche) a dimenticare, ad andare avanti sempre e comunque. Cioè con qualsiasi mezzo. E contro avversari di ogni tipo, il leggendario Real oppure il modesto Slovan. Così, giocando quasi in punta di piedi la Roma ha demolito il nemico fornendo un’altra prova maiuscola. Convincente al di là dello spessore dell’avversario.
Mora in cerca di gloria
Gasp al momento di scegliere la formazione per l’Europa ha pensato (ovviamente) anche all’Italia, cioè al match di sabato in casa del Napoli. E basta dare un’occhiata alla formazione iniziale per averne una conferma. Alla base, un ragionamento molto semplice: qui non ci sono titolari e riserve (la vittoria contro il Genoa glielo aveva già garantito) ma soltanto titolari da impiegare a seconda delle esigenze dell’impegno. Quindi, posso far giocare chi voglio e quando voglio. Tipo Mora, in cerca (ancora) di gloria. Un percorso condivisibile, un concetto da apprezzare ma, inevitabilmente, condizionato nei giudizi dal risultato della partita. Ecco perché quello sulla prestazione confezionata dalla Roma contro lo Slovan può essere di un solo tipo: positivo. Anzi, più che positivo. La squadra di GPG ha giocato un primo tempo di assoluta personalità, mettendo in mostra meccanismi oliati al di là degli interpreti, ha dominato la scena, ha segnato due gol quasi senza faticare e ha ipotecato così il primo successo in questa Champions. Nella ripresa stesso copione e altre due reti, iconica quella di Pisilli con la fascia di capitano al braccio. Gasp ha creato una Roma dalla fortissima identità, da un gioco riconoscibile. Segno che il lavoro in allenamento viene fatto per bene e che questo lavoro coinvolge tutti. E che tutti credono in quello che fanno; si fidano di quello che viene loro consigliato. Il mix distintivo di una grande squadra.
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