Campioni e politica, il romanzo della Coppa del Mondo
Quale miglior momento se non questo per leggere la storia della Coppa del Mondo, con quella americana in corso? Per un nuovo romanzo sul più atteso dei tornei, facile affidarsi a Jonathan Wilson che sull'argomento calcio si conferma essere una garanzia: dopo il libro più bello degli ultimi anni sulla storia tattica del calcio (“La piramide rovesciata”), è in libreria il racconto della storia e delle vicende della Coppa del Mondo, l’evento sportivo più importante del Pianeta insieme con le Olimpiadi. Il Mondiale è nato dalla volontà del francese Jules Rimet il quale sognava una competizione che potesse affratellare le nazioni, nella realtà il torneo è diventato subito un modo per sfruttare uno sport in continua ascesa a favore di governi e dittatori, basti pensare a Mussolini e all’eco dei trionfi azzurri. “Ciò che è popolare è potente, e ciò che è potente interesserà sempre la politica e i politici”, scrive Wilson nel prologo. E così, ben prima che fosse coniato il termine “sportwashing”, la vittoria nella Coppa del Mondo è stata utile alla Germania per sentirsi di nuovo una nazione importante dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale; al Brasile a dare fiato alla dittatura militare; all’Argentina per occultare per qualche giorno le crudeltà dei Colonnelli e poi per “vendicare” la disfatta delle Falklands; alla Francia per celebrare il suo multiculturalismo, fino ad arrivare ai giorni nostri, quando non serve neanche più vincere. Ospitare il torneo è diventato uno strumento di potere, una dimostrazione di forza, come la Russia nel 2018, il Qatar nel 2022, come l’Arabia Saudita che sta lavorando all’edizione del 2030.
In questo braccio di ferro tra sport e politica, brillano per fortuna i grandi personaggi, le sfide immortali, le storie più belle e quelle scandalose (quanto sarà costato all’autore mettere in copertina il gol segnato all’Inghilterra con “la mano de Dios?”). Già la prima edizione, quella del 1930 organizzata dall’Uruguay, fece capire che nel calcio niente sarebbe stato più lo stesso, dopo il Mondiale: le squadre che raggiungono il Sudamerica in nave, le risse, le minacce di morte ai giocatori, le due finaliste (l’Argentina e i padroni di casa) che pretendono di giocare un tempo per uno con i “loro” palloni. Ogni edizione si trasforma così in un breve romanzo - a cui manca forse un riepilogo statistico, sia pur minimo - con i suoi protagonisti, da Meazza a Maradona, da Cruyff a Pelè, da Messi a Maradona, da Beckenbauer a Mbappè, da Zidane a Cannavaro. Il campionato del Mondo ha scritto la storia del calcio ma anche, in piccolo, la storia del mondo. E forse la lettura di questo bellissimo libro servirà a lenire la delusione per la nostra nuova esclusione. Proviamoci.
LA GRANDE STORIA DELLA COPPA DEL MONDO, di Jonathan Wilson, Limina Edizioni, 495 pagine, 23,90 euro.
