
Luna Rossa suona la settima
Durante le regate della Coppa America dell’anno prossimo a Napoli, Luna Rossa festeggerà 30 anni. Ebbene sì, tanti ne sono passati da quando, nel febbraio del 1997, Patrizio Bertelli entrò nello Studio milanese dell’architetto navale German Frers semplicemente per ragionare sulla progettazione della sua nuova barca a vela da crociera veloce. Invece, ne uscì con l’idea di lanciare la sfida all’America’s Cup, che due anni prima era stata vinta da Team New Zealand (al quarto tentativo) e che, quindi, si sarebbe disputata ad Auckland (Nuova Zelanda) nel 2000 (con l’inizio delle regate alla fine del 1999). Tra una chiacchierata e un’altra, German Frers (che aveva già disegnato le barche de Il Moro di Venezia per la Coppa del 1992, quando il team di Raul Gardini aveva sconfitto proprio i neozelandesi nella finale della Louis Vuitton Cup) gli suggerì di provarci e a Bertelli, grande conoscitore della storia dell’America’s Cup ci volle poco per decidere. Con la stessa energia con la quale aveva in poco tempo portato il marchio Prada ai vertici della moda mondiale, iniziò immediatamente una nuova impresa che lo avrebbe portato a essere protagonista di un’altra storia di successo.
SETTIMA SFIDA
Quella alla 38esima America’s Cup sarà la settima sfida di Luna Rossa che, nelle sei partecipazioni precedenti, ha raggiunto ben cinque volte la finale degli sfidanti, vincendola in due occasioni: la Louis Vuitton Cup del 2000 e la Prada Cup del 2021, risultati che hanno quindi permesso al team di Bertelli di disputare il match conclusivo contro il Defender (in entrambe le occasioni Emirates Team New Zealand) e di arrivare a un soffio dall’alzare la Coppa al cielo. Nel corso degli anni, di Luna Rossa hanno fatto parte grandi campioni, arrivati quando erano già famosi o che lo sono diventati grazie al fatto di essere saliti a bordo di una barca dove si indossano scarpe Prada. Solo per citarne alcuni, tra quelli che hanno ricoperto i ruoli chiave di timoniere e di tattico: il napoletano Francesco De Angelis (che nel 1995 aveva guidato l’Italia alla storica vittoria dell’Admiral’s Cup), il brasiliano Torben Grael (vincitore di cinque medaglie olimpiche), l’australiano James Spithill, il palermitano Francesco Bruni (tre partecipazioni alle Olimpiadi). La filosofia di affidarsi a grandi talenti, ma allo stesso tempo di lanciarne di nuovi, non è cambiata. Tanto che la rosa dei tre timonieri che oggi sgomitano per i due posti sull’AC75 Luna Rossa vede: il neozelandese Peter Burling (tre medaglie olimpiche, ma soprattutto vincitore delle ultime tre edizioni dell’America’s Cup con Emirates Team New Zealand), il trentino Ruggero Tita (due medaglie d’oro olimpiche e quattro titoli mondiali nella classe Nacra 17, il catamarano con i foil) e il giovane ventiduenne romano Marco Gradoni (che, dall’età di 13 a 15 anni, è riuscito nell’impresa, unico nella storia, di vincere tre campionati del mondo nella classe Optimist e, nel 2024 a Barcellona, ha vinto la Youth America’s Cup al timone dell’AC40 di Luna Rossa).
SIRENA SEMPRE PRESENTE
C’è anche chi sta con Luna Rossa sin dal primo giorno e che con questo team è cresciuto professionalmente e umanamente. È questo il caso di Max Sirena: nella prima sfida del 1999-2000 era un semplice ragazzo dell’equipaggio che a bordo ricopriva il ruolo di aiuto prodiere, oggi è l’amministratore delegato del team. Una carriera davvero formidabile se si pensa che Sirena aveva conosciuto Bertelli per la prima volta nel 1993, quando stava sostenendo un provino per un posto a bordo di Nyala (un 12 Metri del 1938 progettato da Olin Stephens, che il fondatore di Luna Rossa utilizzava per partecipare alle regate degli yacht classici) e il primo incontro non era andato proprio bene. È lo stesso Sirena a ricordarlo: «Fui chiamato per un periodo di addestramento sul suo Nyala, all’Argentario. Conoscevo Bertelli di nome, ma non l’avevo mai incontrato e non sapevo che aspetto avesse. Mentre camminavo per tornare verso il porto, vidi un signore che parlava con una voce molto forte e gli dissi: “Ma perché urli?”. Lui mi chiese: “Chi sei tu?”. Allora risposi: “Sono Max Sirena”. Al che lui replicò: “Io sono Patrizio Bertelli, dammi cinque minuti per capire se ti manderò a quel paese subito o se ci rivedremo”». Come è andata a finire lo sappiamo.

TRA ALTI E BASSI
Il viaggio di trent’anni di Luna Rossa, che per nostra fortuna ancora continua, non è stato solo lungo, ma anche molto intenso. La prima sfida alla Coppa America del 2000, in Nuova Zelanda, è ancora nel cuore di tutti. In rappresentanza dello Yacht Club Punta Ala, l’equipaggio esordiente di Bertelli, a bordo della barca ribattezzata informalmente Silver Bullet (Proiettile d’Argento) vinse la finale degli sfidanti contro AmericaOne di Paul Cayard (l’ex skipper de Il Moro di Venezia nel 1992 a San Diego) e al primo tentativo andò subito a cercare di togliere la Coppa ai neozelandesi che, però, sotto la guida di Peter Blake, riuscirono a difenderla. Tre anni dopo, a causa di forti incomprensioni e frizioni all’interno del team (soprattutto nel reparto progettazione), Luna Rossa non espresse lo stesso livello di competitività e si fermò alle semifinali della Louis Vuitton Cup, vinta dagli svizzeri di Alinghi, che riuscirono addirittura nell’impresa di riportare la Coppa in Europa. A Valencia, nel 2007, Luna Rossa si presenta con il nuovo guidone dello Yacht Club Italiano di Genova. La barca è ottima e sconfigge nella semifinale degli sfidanti il colosso Oracle BMW Racing venendo poi battuta in finale ancora una volta dal team kiwi (che dovrà a sua volta arrendersi ad Alinghi). Luna Rossa ricompare nel 2013, rappresentando il Circolo della Vela Sicilia, in una folle edizione della Coppa America disputata nella baia di San Francisco con i maxi catamarani sui foil di 72 piedi (22 metri di lunghezza) e con la vela rigida a profilo alare. Raggiunge ancora una volta la finale degli sfidanti, ma è sconfitta di nuovo dai neozelandesi (che perderanno il match di Coppa contro Oracle Team USA). Nel 2021, ad Auckland, con i nuovi AC75, i ragazzi di Bertelli vanno addirittura in vantaggio nel match che assegna la 36a Coppa America, ma poi devono ancora una volta cedere allo squadrone neozelandese. Due anni fa a Barcellona non sono riusciti a ripetersi, eliminati nella finale dei challenger dagli inglesi di Ineos Britannia, sconfitti poi da Emirates Team New Zealand, che ha deciso di rimettere in palio l’America’s Cup il prossimo anno a Napoli. Dove Luna Rossa regaterà con il guidone del Circolo del Remo e della Vela Italia.
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