
Una nuova visione del mercato
I Il settore auto in Europa si calcola che rappresenti il 7% circa del PIL e impieghi 13 milioni di addetti. Questo ne fa un settore strategico di prima importanza per la salute economica del Continente. Le automobili prodotte in Europa sono diminuite in maniera preoccupante in questi ultimi anni. Nel 2019 si producevano 18 milioni e mezzo di autovetture, ora se ne producono 14 milioni e mezzo circa. Questa diminuzione è molto preoccupante perché si collega a due fenomeni che si sommano: diminuzione della domanda di auto e rapida crescita dei costruttori cinesi che nel 2019 erano sostanzialmente inesistenti in Europa, mentre quest’anno supereranno il milione di vendite e sono in continua crescita. Questi dati sono solo l’inizio di un cambiamento epocale. A questo punto non si può più parlare di crisi del mondo dell’automobile in Europa, ma di una vera e propria trasformazione strutturale che richiede un impegno ben diverso.
Di crisi ne abbiamo incontrate e gestite molte in questi ultimi cinquanta anni, ora dobbiamo, come europei, affilare le armi e fronteggiare in maniera strategica e profonda una revisione totale dei processi e degli obiettivi. La prima cosa da fare è capire bene i punti di forza e di debolezza della concorrenza cinese che ha un percorso tecnologico oggi più avanzato dei produttori tedeschi e francesi. L’innovazione non è soltanto nel prodotto in sé, ma anche nei processi progettuali e produttivi più rapidi e più snelli di noi europei. Inoltre, le strategie commerciali sono pragmatiche con grande impegno a capire il cliente finale, a non imporre soluzioni, ma a cercare quella “affinità” che sono la base di ogni sana strategia di Brand. La risposta non può e non deve essere il licenziamento di decine di migliaia di addetti. Questo si è registrato fino a poco tempo fa. Ora sembra che si stia impostando, da parte dei produttori principali e dal mondo della componentistica, una revisione dei processi, velocizzandoli e rendendoli meno burocratici e più concreti, oltre a investimenti in tecnologia innovativa. Si è deciso di ridurre l’offerta di modelli eliminando quelli meno venduti, semplificando il processo delle fabbriche. Queste decisioni se ben realizzate saranno il primo passo di una profonda ristrutturazione del settore auto
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